Atlante delle Autonomie

Movimenti autonomisti e indipendentisti: il registro delle schede

Partiti nati e sciolti, coalizioni durate una campagna elettorale, sigle che portano il nome del loro fondatore. Il registro tiene traccia di chi è chi.

Incisione di una piazza affollata davanti a un palazzo comunale porticato, vista da un balcone
MOVIMENTI · FOTOGRAMMA A

I movimenti autonomisti e indipendentisti sono una presenza stabile della politica europea, ma raramente in forma stabile. In Scozia e in Catalogna esistono partiti forti che governano o hanno governato; in Corsica gli autonomisti guidano l'isola dal 2015. Nell'Italia settentrionale, invece, l'area si presenta da quarant'anni divisa in molte sigle, spesso piccole, che nascono, si alleano e si sciolgono nel giro di pochi anni. Chi segue la cronaca locale fatica a ricordare chi stava con chi.

Questa sezione è un registro. Ogni scheda riguarda un movimento, una persona o un'alleanza, con le date di fondazione, i nomi dei dirigenti, i risultati elettorali quando esistono e gli eventuali passaggi da una sigla all'altra.

Tre famiglie di movimenti

Per orientarsi si possono distinguere tre famiglie.

La prima è quella nata dalla Lega Nord e dalle sue scissioni. La Liga Veneta, fondata nel 1980, e la Lega Lombarda di Umberto Bossi si unirono nel 1989 nella Lega Nord. Negli anni, gruppi di dirigenti hanno lasciato il partito per fondare movimenti propri: Identità Toscana nel 2011, Grande Nord nel 2017, fino al Patto per il Nord del 2025. La scheda su Luigi Negri, segretario della Lega Lombarda dopo Bossi, racconta la prima generazione di questa storia.

La seconda è quella del venetismo indipendente dalla Lega: Indipendenza Veneta, Veneto Stato, Siamo Veneto, il gruppo di Lucio Chiavegato, fino al Partito dei Veneti del 2019. È un'area che ha avuto il suo momento di massima visibilità con il voto online del 2014 e il referendum sull'autonomia del 2017.

La terza è quella dei movimenti di minoranza nazionale e dei partiti regionalisti europei: Süd-Tiroler Freiheit in Sudtirolo, i partiti corsi, e l'Alleanza libera europea che dal 1981 li riunisce a Bruxelles.

Destra, sinistra e centro-periferia

Una convinzione diffusa è che l'autonomismo del Nord sia un fenomeno di destra. In gran parte è così, ma non del tutto. Sanca Veneta si presenta come socialdemocratica ed ecologista; molti partiti dell'Alleanza libera europea siedono con i Verdi al Parlamento europeo. Per leggere questi movimenti servono due assi: quello tra destra e sinistra e quello tra centro e periferia.

I risultati elettorali

Una caratteristica comune a quasi tutti i movimenti di questo registro è la distanza tra visibilità e voti. Grande Nord ha ottenuto lo 0,06 per cento alle politiche del 2018; il Partito dei Veneti lo 0,96 per cento alle regionali venete del 2020. Nello stesso anno Luca Zaia, candidato della Lega, fu rieletto con oltre il 76 per cento. Il consenso per l'autonomia, in Veneto, esiste ed è molto ampio, come ha mostrato il referendum del 2017; il consenso per i partiti che chiedono l'indipendenza resta limitato.

Il registro completo è qui sotto. Per il contesto storico c'è la sezione Storia, per le parole chiave la sezione Concetti.

Due casi ai margini: la Cirenaica e «Padania is not Italy»

Il registro segue soprattutto il Nord Italia e l'Europa, ma l'idea di autonomia regionale compare anche altrove. In Libia, il 6 marzo 2012, un congresso di capi tribali e comandanti riunito a Bengasi proclamò l'autonomia della Cirenaica, la regione orientale del paese, e ne affidò la guida ad Ahmed al-Zubair al-Senussi. Il Consiglio nazionale di transizione, a Tripoli, respinse la dichiarazione come un passo verso la secessione dalla Libia, e l'autonomia non ebbe mai un riconoscimento formale.

Nel Nord Italia la stessa tensione si è espressa a lungo in uno slogan. «Padania is not Italy», scritto in inglese per un pubblico internazionale, comparve su striscioni e bandiere nelle manifestazioni della Lega Nord negli anni della linea secessionista. Con la svolta nazionale del partito, a partire dal 2013, lo slogan è uscito dal linguaggio ufficiale della Lega ed è rimasto in uso soprattutto tra i gruppi indipendentisti più piccoli.

Come leggere il registro

Ogni scheda del registro risponde alle stesse domande: quando è nato il movimento, chi lo ha fondato, che cosa chiede, con chi si è alleato e quali risultati ha ottenuto. Le date di fondazione sono quelle degli atti costitutivi o degli annunci pubblici; quando le due date non coincidono, come per Grande Nord, presentato nella primavera del 2017 e costituito come partito a dicembre, le schede le indicano entrambe.

I risultati elettorali richiedono una cautela. Molti movimenti si presentano all'interno di liste comuni o di coalizioni, e in quel caso i voti ufficiali sono attribuiti alla lista, non al singolo partito. È il caso del Partito dei Veneti alle regionali del 2020 e di Indipendenza Noi Veneto nel 2015, che corse in appoggio alla coalizione di Luca Zaia.

Le date che contano

Per orientarsi bastano poche tappe. Nel 1980 nasce la Liga Veneta, nel 1989 la Lega Nord unisce le leghe regionali. Nel 1997 i Serenissimi occupano il campanile di San Marco. Il 2014 è l'anno del voto online sull'indipendenza del Veneto e del referendum in Scozia, il 2017 quello del referendum veneto sull'autonomia e del voto in Catalogna. Nel 2019 nasce il Partito dei Veneti, nel 2025 Grande Nord confluisce nel Patto per il Nord.

Domande frequenti

Quali movimenti sono inclusi nel registro?

Partiti e gruppi autonomisti e indipendentisti del Nord Italia, come Grande Nord, il Partito dei Veneti, Sanca Veneta, Identità Toscana e il gruppo di Lucio Chiavegato, oltre a Süd-Tiroler Freiheit e all'Alleanza libera europea.

Perché i movimenti venetisti sono così tanti?

Per tre ragioni principali: il rapporto con la Lega divide chi vuole allearsi da chi la considera un avversario, i metodi scelti sono diversi, e molti gruppi nascono attorno a una singola figura.

Quanti voti raccolgono questi partiti?

In genere pochi: lo 0,06 per cento per Grande Nord alle politiche del 2018, lo 0,96 per cento per il Partito dei Veneti alle regionali venete del 2020. Il consenso per l'autonomia, misurato dal referendum del 2017, è molto più ampio.

Esistono movimenti autonomisti di sinistra?

Sì. In Veneto Sanca Veneta si presenta come socialdemocratica ed ecologista, e molti partiti dell'Alleanza libera europea siedono con i Verdi al Parlamento europeo.