Molte discussioni sulle autonomie e sull'indipendenza dei territori si inceppano sulle parole. Chi parla di federalismo spesso intende autonomia; chi parla di nazione a volte intende popolo, a volte Stato; chi dice nazionalità in un modulo intende cittadinanza, mentre un movimento sudtirolese intende appartenenza culturale. Questa sezione raccoglie le definizioni di base, con i riferimenti normativi e storici essenziali.
Le parole dello Stato
Stato unitario, regionale, federale. L'Italia è uno Stato unitario con un ordinamento regionale: le regioni hanno competenze legislative definite dalla Costituzione, ma non una sovranità propria. In uno Stato federale, come la Germania o la Svizzera, gli Stati membri hanno costituzioni proprie e partecipano alle decisioni federali attraverso una seconda camera. La scheda sull'ordinamento della Repubblica spiega la differenza e ricostruisce i tentativi di riforma del 2006 e del 2016.
Autonomia differenziata. È la possibilità, prevista dall'articolo 116 della Costituzione dopo la riforma del 2001, che una regione a statuto ordinario ottenga ulteriori competenze con una legge dello Stato. È la strada scelta da Veneto e Lombardia dopo i referendum del 2017.
Statuto speciale. Le cinque regioni a statuto speciale, Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, hanno statuti approvati con legge costituzionale e competenze più ampie.
Le parole dell'appartenenza
Cittadinanza e nazionalità. La cittadinanza è un legame giuridico con uno Stato; la nazionalità, nel senso culturale, è l'appartenenza a una comunità nazionale. Nel diritto internazionale le due parole si sovrappongono, e da qui nasce molta confusione.
Popolo e nazione. Nella Costituzione italiana il popolo è l'insieme dei cittadini, titolare della sovranità. Nel linguaggio dei movimenti indipendentisti il popolo è una comunità storica con un territorio, e la nazione è il nome politico di quella comunità.
Autodeterminazione. È il principio, riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite, per cui i popoli hanno il diritto di decidere liberamente il proprio statuto politico. La prassi internazionale lo ha applicato soprattutto alla decolonizzazione; per le regioni di Stati democratici, la secessione unilaterale non è riconosciuta come un diritto.
Le parole della politica
Destra e sinistra. Nate nell'Assemblea francese del 1789 come posizioni in aula, indicano oggi due famiglie politiche. In Italia designano anche la Destra storica e la Sinistra storica, i due schieramenti che governarono dopo l'unità. Per i movimenti territoriali contano accanto all'asse tra centro e periferia.
Macroregione. Un'area che riunisce più regioni per coordinare politiche comuni. Nel dibattito italiano l'idea di una macroregione del Nord è stata proposta più volte, come forma intermedia tra le regioni attuali e un assetto federale.
Altre parole ricorrenti
Sussidiarietà. È il principio, scritto nell'articolo 118 della Costituzione dopo la riforma del 2001, per cui le funzioni amministrative spettano di norma ai Comuni, e salgono alle Province, alle Regioni o allo Stato solo quando serve un esercizio unitario. È una delle parole più usate da chi chiede più poteri per i territori.
Devolution. Il termine inglese indica il trasferimento di poteri dal governo centrale a quello regionale, come quello attuato nel Regno Unito nel 1998 a favore di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. In Italia è diventato il nome corrente della riforma costituzionale respinta con il referendum del 2006.
Minoranza linguistica. L'articolo 6 della Costituzione tutela le minoranze linguistiche, e la legge 482 del 1999 ne riconosce dodici, tra cui il sardo, il friulano, il ladino, il tedesco, lo sloveno e il francese. Il veneto e il lombardo non sono inclusi.
Secessione. È la separazione di una parte del territorio da uno Stato. La Costituzione italiana, all'articolo 5, definisce la Repubblica una e indivisibile; nel 2015 la Corte costituzionale ha escluso che una Regione possa indire un referendum, anche solo consultivo, sull'indipendenza.
Federalismo fiscale. Indica la possibilità per Regioni ed enti locali di gestire direttamente una quota delle entrate fiscali prodotte sul territorio. In Italia ne ha fissato i principi la legge 42 del 2009, attuata poi con una serie di decreti.
Le schede complete sono elencate qui sotto. Per i movimenti che usano questi concetti c'è il registro dei Movimenti; per le vicende storiche la sezione Storia.
Domande frequenti
Autonomia e federalismo sono la stessa cosa?
No. L'autonomia indica i poteri di un territorio dentro lo Stato; il federalismo è una forma dello Stato, in cui le entità federate hanno competenze e costituzioni proprie garantite.
L'Italia è uno Stato federale?
No, è uno Stato unitario con un ordinamento regionale. Le riforme che volevano avvicinarla a un modello federale, come quella del 2006, sono state respinte con il referendum.
Nazionalità e cittadinanza sono sinonimi?
Nel diritto internazionale spesso sì; in italiano la cittadinanza è il legame giuridico con lo Stato, mentre la nazionalità indica di solito l'appartenenza a una comunità culturale.
Da dove vengono le parole destra e sinistra?
Dall'Assemblea nazionale francese del 1789, dove i deputati favorevoli al veto del re sedevano a destra del presidente e i contrari a sinistra.