Eva Klotz è nata il 4 giugno 1951 a San Leonardo in Passiria, in una valle a nord di Merano. Suo padre, Georg Klotz, fu uno degli attivisti del Comitato per la liberazione del Sudtirolo, il gruppo che negli anni Sessanta compì attentati dinamitardi contro tralicci e infrastrutture per chiedere il distacco dall'Italia. Georg Klotz morì in esilio in Austria nel 1976. Per capire chi è Eva Klotz, fondatrice di Süd-Tiroler Freiheit, e perché il suo nome divida ancora oggi l'opinione pubblica in Alto Adige, bisogna partire da questa storia familiare.
Chi è Eva Klotz: la biografia politica
Chi è Eva Klotz, per chi la conosce solo di nome, lo dicono le tappe della sua biografia: quasi quarant'anni di vita politica, quasi tutti all'opposizione. Klotz entrò in politica a venticinque anni, nel 1976, con il Südtiroler Heimatbund, un'associazione che riuniva ex attivisti degli anni Sessanta e sosteneva il diritto all'autodeterminazione. Dal 1980 al 1983 fu consigliera comunale a Bolzano, unica donna in un gruppo di undici eletti della sua area. Nel 1983 entrò nel Consiglio provinciale, e quindi anche nel Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, dove rimase senza interruzioni fino al 2014.
Nel 1989 fondò e guidò la Union für Südtirol. L'11 maggio 2007 lasciò quel partito e diede vita, con Sven Knoll e altri, al movimento Süd-Tiroler Freiheit. Il 17 novembre 2014 si dimise dal Consiglio provinciale, spiegando di voler assistere il marito gravemente malato.
La sua biografia politica si riassume in un'idea mai cambiata: il Sudtirolo, annesso all'Italia dopo la Prima guerra mondiale con il trattato di Saint-Germain del 1919, dovrebbe poter scegliere con un referendum se tornare all'Austria o diventare indipendente. Klotz ha dichiarato più volte di non sentirsi italiana.
Süd-Tiroler Freiheit e le azioni simboliche
Süd-Tiroler Freiheit è un partito di lingua tedesca che fa dell'autodeterminazione il proprio programma. Si è fatto conoscere soprattutto per le campagne simboliche. La più nota è quella dei cartelli posti ai valichi alpini con la scritta «Süd-Tirol ist nicht Italien», il Sudtirolo non è Italia, in più lingue. Altre riguardano la toponomastica: il partito chiede di eliminare i nomi italiani introdotti durante il fascismo da Ettore Tolomei.
Per molto tempo, nella stampa di lingua tedesca, il nome di Eva Klotz è stato quasi un sinonimo della parola autodeterminazione. Dopo il suo ritiro il movimento è stato guidato da Sven Knoll, e alle elezioni provinciali ha mantenuto una presenza stabile in consiglio. Süd-Tiroler Freiheit è stata a lungo membro dell'Alleanza libera europea, il partito europeo che riunisce regionalisti e indipendentisti, e ne è uscita nel 2024.
Il Sudtirolo dell'autonomia: il contesto
Chi legge le posizioni di Klotz senza conoscere il quadro rischia di non capire perché abbiano un seguito limitato. Il Sudtirolo ha una delle autonomie più ampie d'Europa. L'accordo De Gasperi-Gruber del 5 settembre 1946 impegnò l'Italia a tutelare la popolazione di lingua tedesca; il cosiddetto Pacchetto del 1969 e il secondo statuto di autonomia del 1972 trasferirono alla provincia di Bolzano competenze legislative in molte materie, dalla scuola al paesaggio. Nel 1992 l'Austria dichiarò chiusa davanti alle Nazioni Unite la controversia con l'Italia.
La Südtiroler Volkspartei, il partito di maggioranza della minoranza tedesca, ha scelto da decenni la difesa e l'ampliamento di questa autonomia. Klotz e il suo movimento sostengono che l'autonomia, per quanto ampia, resti una concessione revocabile dello Stato. Sono due strategie opposte con lo stesso punto di partenza.
La Catalogna e la «prigione dei popoli»
Eva Klotz è intervenuta anche nel dibattito sulla Catalogna, un tema che i movimenti per l'autodeterminazione del Sud Tirolo seguono da vicino. La domanda se la Spagna fosse uno Stato democratico o una «prigione dei popoli» riprendeva un'espressione antica, usata nell'Ottocento per descrivere l'Impero asburgico e poi quello russo. Nel caso sudtirolese l'argomento veniva rovesciato: l'Italia, e non più Vienna, era lo Stato da cui chiedere di uscire.
Il paragone con la Catalogna ha però dei limiti evidenti, e chi sostiene l'autonomia li sottolinea: Barcellona chiedeva l'indipendenza con una maggioranza parlamentare indipendentista; a Bolzano le liste per l'autodeterminazione raccolgono una parte minoritaria del voto di lingua tedesca. Il confronto tra Sud Tirolo e Catalogna racconta quindi più una solidarietà tra movimenti che una situazione comparabile.
Un dettaglio che spesso sfugge: Süd-Tiroler Freiheit usa sempre la grafia Süd-Tirol con il trattino, per sottolineare l'unità con il Tirolo austriaco. In italiano circolano entrambe le forme, Sudtirolo e Sud Tirolo; quella ufficiale nello statuto è Alto Adige.
Domande frequenti
Chi è Eva Klotz?
È una politica sudtirolese nata nel 1951, consigliera provinciale a Bolzano dal 1983 al 2014 e fondatrice, nel 2007, del movimento Süd-Tiroler Freiheit, che chiede l'autodeterminazione del Sudtirolo.
Chi era il padre di Eva Klotz?
Georg Klotz, attivista del Comitato per la liberazione del Sudtirolo negli anni Sessanta, responsabile di attentati contro infrastrutture. Morì in Austria nel 1976.
Cosa chiede Süd-Tiroler Freiheit?
Un referendum di autodeterminazione con cui la popolazione del Sudtirolo possa scegliere tra restare in Italia, tornare all'Austria o diventare indipendente. Chiede anche la revisione della toponomastica italiana introdotta durante il fascismo.
Eva Klotz è ancora in politica?
Si è dimessa dal Consiglio provinciale il 17 novembre 2014 per motivi familiari. Il movimento che ha fondato è oggi guidato da Sven Knoll.
Perché il Sudtirolo ha un'autonomia speciale?
Per l'accordo De Gasperi-Gruber del 1946 e per il secondo statuto del 1972, che hanno attribuito alla provincia di Bolzano ampie competenze a tutela della popolazione di lingua tedesca e ladina.