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2019Piemonte

Lega no TAV: storia della posizione su Torino-Lione e Val di Susa

Il 7 agosto 2019 il Senato votò cinque mozioni sulla Torino-Lione. La Lega votò per l'opera, il Movimento 5 Stelle contro. Il giorno dopo il governo Conte entrò in crisi.

Redazione · aggiornato il

Illustrazione a tratto dell'imbocco di una galleria ferroviaria in una valle alpina, con i binari che si perdono verso le montagne
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Il governo nato il 1° giugno 2018 era formato da due partiti con idee opposte su un'opera che in Piemonte si discuteva da quasi trent'anni. Il contratto firmato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle diceva che il progetto della linea ad alta velocità Torino-Lione andava ridiscusso integralmente. Quattordici mesi dopo, in Senato, la Lega votò perché i lavori andassero avanti. La domanda perché no TAV, in Val di Susa, ha risposte precise da trent'anni; quella sulla Lega è più complicata. Questa scheda ricostruisce come ci si è arrivati, e perché la domanda su una Lega no TAV torna ciclicamente nel dibattito.

L'opera: cosa è la Torino-Lione

La nuova linea Torino-Lione è un collegamento ferroviario per merci e passeggeri tra l'Italia e la Francia. Il cuore del progetto è il tunnel di base del Moncenisio, lungo 57 chilometri, tra Saint-Jean-de-Maurienne e Susa. Nel 1994 il Consiglio europeo di Essen la inserì tra i quattordici progetti prioritari dell'Unione; il 29 gennaio 2001 Italia e Francia firmarono il primo trattato per realizzarla, seguito da un secondo accordo il 30 gennaio 2012, che affidò l'opera alla società binazionale TELT.

I costi sono cambiati molte volte. Nel 2011 la stima complessiva era di 24,7 miliardi di euro, di cui 10,5 per la sezione transfrontaliera; nel 2024 la sola sezione transfrontaliera è stata aggiornata a 11,1 miliardi. L'Unione europea finanzia una parte rilevante della tratta internazionale.

Perché no TAV: le ragioni della Val di Susa

Il movimento No TAV nasce negli anni Novanta in Val di Susa, la valle che dovrebbe ospitare l'imbocco italiano del tunnel. Le ragioni dell'opposizione si possono riassumere in tre punti: l'impatto ambientale dei cantieri e dello smarino, la presenza di amianto e uranio in alcune rocce della valle, e il dubbio che il traffico merci giustifichi la spesa, dato che la linea storica del Frejus è utilizzata ben al di sotto della sua capacità.

Chi chiede perché no TAV trova in queste tre ragioni la risposta dei comitati. I sostenitori dell'opera rispondono che la linea storica ha pendenze e sagome che la rendono poco competitiva, e che il tunnel servirebbe a spostare merci dalla strada alla ferrovia. L'8 dicembre 2005, a Venaus, circa trentamila persone smontarono il cantiere di sondaggio; nel 2011 il cantiere si spostò a Chiomonte, dove gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine si ripeterono per anni.

Lega no TAV? La storia della posizione del partito

La storia della posizione della Lega sulla Torino-Lione si legge su due piani diversi, quello nazionale e quello delle sezioni piemontesi, e per buona parte di questa storia i due piani non hanno coinciso. La Lega Nord, sul piano nazionale, ha sostenuto le grandi opere quando era al governo. Nel 2001 faceva parte del secondo governo Berlusconi, che approvò la legge obiettivo, la legge 443 del 2001, con cui la Torino-Lione entrò tra le infrastrutture strategiche. Nei primi anni Duemila il partito difendeva l'opera come collegamento del Nord produttivo con l'Europa.

Il passaggio che dà senso alla formula Lega no TAV arriva nel 2018. Per formare il governo con il Movimento 5 Stelle, contrario all'opera fin dalla sua nascita, la Lega firmò un contratto che si impegnava a ridiscutere integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia. Era una formula prudente, che non diceva di fermare i lavori, ma per alcuni mesi mise il partito dalla stessa parte dei comitati della valle, almeno sulla carta.

L'11 febbraio 2019 il ministero delle Infrastrutture, guidato da Danilo Toninelli, pubblicò l'analisi costi-benefici della commissione presieduta da Marco Ponti. Il saldo risultava negativo per circa 7 miliardi di euro. La Lega contestò il metodo; Matteo Salvini ripeté in quelle settimane che l'opera andava completata. Il 23 luglio 2019 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciò che non realizzarla sarebbe costato più che finirla, anche per l'aumento del contributo europeo.

La posizione in Senato e le conseguenze

Il 7 agosto 2019 il Senato discusse cinque mozioni. Quella del Movimento 5 Stelle, che chiedeva di fermare l'opera, fu respinta; le quattro favorevoli alla Torino-Lione furono approvate con i voti della Lega, di Forza Italia, del Partito democratico e di Fratelli d'Italia. L'8 agosto Salvini dichiarò che la maggioranza non esisteva più. Il voto sulla TAV non fu l'unica causa della crisi, ma ne fu l'occasione.

DataFatto
29 gennaio 2001Primo trattato Italia-Francia
8 dicembre 2005Manifestazione di Venaus
30 gennaio 2012Secondo trattato, nasce TELT
1° giugno 2018Governo Conte, contratto Lega-M5S
11 febbraio 2019Analisi costi-benefici negativa
7 agosto 2019Il Senato approva le mozioni favorevoli

Da allora la posizione della Lega sulla Torino-Lione non è più cambiata, e l'idea di una Lega no TAV è rimasta una formula da dibattito. Il cantiere italiano di Chiomonte è stato inaugurato il 18 dicembre 2023 e nel settembre 2025 la prima talpa ha cominciato a scavare sul lato francese. In Val di Susa i comitati continuano a opporsi, e a chi domanda ancora perché no TAV rispondono con gli stessi argomenti del 2005, e alle elezioni comunali della valle il tema resta decisivo quanto trent'anni fa.

C'è un aspetto che le cronache nazionali tendono a trascurare: per un partito nato come voce dei territori, dire di no a una valle che protesta è una scelta che ha un costo. La Lega l'ha fatta, e in Piemonte la discussione su quanto le sia costata è ancora aperta.

Domande frequenti

La Lega è mai stata contraria alla TAV?

Sul piano nazionale la Lega ha sostenuto la Torino-Lione quando era al governo, dal 2001 in poi. Nel 2018, nel contratto di governo con il Movimento 5 Stelle, accettò di ridiscutere integralmente il progetto, ma nel 2019 votò in Senato a favore dell'opera.

Perché la Val di Susa è contraria alla TAV?

I comitati citano l'impatto dei cantieri, la presenza di amianto e uranio in alcune rocce e il dubbio che il traffico merci giustifichi il costo, dato che la linea storica è sottoutilizzata.

Quanto è lungo il tunnel della Torino-Lione?

Il tunnel di base del Moncenisio misura 57 chilometri, tra Saint-Jean-de-Maurienne in Francia e Susa in Italia.

Cosa è successo il 7 agosto 2019?

Il Senato ha respinto la mozione del Movimento 5 Stelle contro la Torino-Lione e approvato quattro mozioni favorevoli. Il giorno dopo Matteo Salvini ha aperto la crisi del governo Conte.