L'Alleanza libera europea, in inglese European Free Alliance e in sigla EFA, è il partito politico europeo che riunisce movimenti regionalisti, autonomisti, indipendentisti e di minoranze nazionali. È stata fondata il 9 luglio 1981 e ha sede a Bruxelles. Non è un partito nel senso comune del termine: è una federazione di partiti nazionali e regionali, ciascuno con il proprio programma, che si coordinano a livello europeo.
Il nome ufficiale cambia secondo la lingua: in francese è Alliance libre européenne, in catalano Aliança Lliure Europea. Per un partito che difende le lingue minoritarie, anche la scelta di presentarsi in molte lingue è una dichiarazione di principio.
Chi ne fa parte
I membri cambiano spesso, perché i partiti regionali nascono, si dividono e cambiano posizione. Tra i più noti in Europa ci sono formazioni scozzesi, gallesi, catalane, basche, fiamminghe e bretoni. Per la Corsica aderiscono Femu a Corsica, il partito di Gilles Simeoni, e il Partito della Nazione corsa.
Per l'Italia i membri attuali indicati dall'EFA sono i Siciliani Liberi, Ora Toscana, il Patto per l'Autonomia del Friuli-Venezia Giulia, l'Union Valdôtaine e Romagna Unita. In passato hanno fatto parte dell'alleanza anche il Partito sardo d'azione, espulso nel 2020 dopo l'alleanza con la Lega, la Liga Veneta Repubblica, l'Unione slovena e Süd-Tiroler Freiheit, il movimento sudtirolese fondato da Eva Klotz, uscito nel 2024.
Il gruppo con i Verdi
Dal 1999 gli eurodeputati dell'EFA siedono nel Parlamento europeo in un gruppo comune con i Verdi, il gruppo Verdi/Alleanza libera europea. La scelta ha un senso politico preciso: gran parte dei partiti dell'EFA si colloca nel centrosinistra, è europeista e sostiene una visione dell'Europa come unione di popoli più che di Stati. Nella legislatura iniziata nel 2024 l'EFA conta otto eurodeputati su 720.
Questo posizionamento spiega perché molti movimenti autonomisti di destra non ne facciano parte. La Lega, per esempio, non ha mai aderito, e il Partito sardo d'azione ne è stato espulso proprio per la sua alleanza con il partito di Salvini.
Le assemblee di Bruxelles
L'EFA organizza periodicamente a Bruxelles assemblee, conferenze e incontri a cui partecipano delegazioni dei movimenti di tutta Europa, anche non iscritti. Negli anni in cui la Scozia e la Catalogna preparavano i loro referendum, tra il 2012 e il 2017, questi incontri diventarono un punto di riferimento per i movimenti di molte regioni, compresi quelli veneti, che vi cercavano visibilità e confronto.
Un incontro del febbraio 2014, per esempio, riunì a Bruxelles rappresentanti di diversi movimenti indipendentisti europei, tra cui delegazioni venete, poche settimane prima del voto online di marzo sull'indipendenza del Veneto. Il fatto che movimenti così diversi si ritrovino nello stesso luogo dice molto sulla natura dell'EFA: un luogo di incontro, più che una linea comune.
| Anno | Fatto |
|---|---|
| 1981 | Fondazione dell'Alleanza libera europea |
| 1999 | Nasce il gruppo comune con i Verdi |
| 2014 | Referendum in Scozia, voto online in Veneto |
| 2017 | Referendum in Catalogna |
| 2020 | Il Partito sardo d'azione viene espulso |
| 2024 | Süd-Tiroler Freiheit lascia l'alleanza |
Le minoranze e le lingue
Uno dei temi centrali dell'EFA, la tutela delle lingue minoritarie, ha una base giuridica europea. Nel 1992 il Consiglio d'Europa ha adottato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, che l'Italia ha firmato nel 2000 senza ratificarla. Nel 1995 è arrivata la Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali, ratificata dall'Italia nel 1997.
Sul piano interno, la legge 482 del 1999 riconosce dodici minoranze linguistiche storiche: albanese, catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, franco-provenzale, friulana, ladina, occitana e sarda. Diversi partiti italiani dell'EFA rappresentano proprio queste comunità, dal Friuli alla Valle d'Aosta. Il veneto e il lombardo non compaiono nell'elenco, ed è uno dei motivi per cui i movimenti di quelle regioni chiedono un riconoscimento.
Cosa chiede l'EFA
I principi comuni dell'EFA sono il diritto all'autodeterminazione dei popoli, la tutela delle lingue minoritarie, il decentramento e il rispetto dei diritti umani. Non tutti i membri chiedono l'indipendenza: alcuni si battono per l'autonomia, altri per il riconoscimento di una minoranza linguistica. Ciò che li unisce è l'idea che l'Europa debba dare più spazio alle comunità che non coincidono con gli Stati.
Per chi studia i movimenti per l'indipendenza in Europa, l'EFA è anche un utile indice: seguendo chi entra e chi esce, si vede come si spostano le alleanze tra i partiti territoriali e i grandi partiti nazionali.
Domande frequenti
Cos'è l'Alleanza libera europea?
È un partito politico europeo fondato nel 1981 che riunisce partiti regionalisti, autonomisti, indipendentisti e di minoranze nazionali. Ha sede a Bruxelles.
Quali partiti italiani fanno parte dell'EFA?
Tra i membri attuali ci sono i Siciliani Liberi, Ora Toscana, il Patto per l'Autonomia, l'Union Valdôtaine e Romagna Unita.
Con chi siede l'EFA al Parlamento europeo?
Dal 1999 con i Verdi, nel gruppo Verdi/Alleanza libera europea.
Perché il Partito sardo d'azione è uscito dall'EFA?
È stato espulso nel 2020 dopo la sua alleanza con la Lega, considerata incompatibile con i principi dell'alleanza.