Indipendenza, prima curva a sinistra. Nasce Sanca Veneta

rassegna stampasancaveneta

di Anna Iseppon

É notizia di qualche giorno fa – forse non ancora nota ai più – la nascita di una nuova entità politica nel mondo indipendentista: un movimento dichiaratamente di Sinistra (il nome del movimento parla chiaro) per l’indipendenza del Veneto. Si può dire che, con Sanca Veneta – finalmente – il fronte indipendentista è “ufficialmente” trasversale.

(http://vivereveneto.com/2015/07/08/una-sinistra-indipendentista/)

Novità assoluta per l’indipendentismo Veneto, tradizionalmente di centro-destra… (non di certo per gli altri movimenti indipendentisti in Europa, in larga parte socialdemocratici) e per la Sinistra veneta-italiana, rappresentata da un Partito Democratico sempre meno democratico e sempre più centralista, che avversa qualsiasi ipotesi di indipendenza (o di autonomia locale).

Ho intervistato, per saperne di più su Sanca Veneta, Matteo Visonà Dalla Pozza, uno dei soci fondatori del movimento.

Matteo, dimmi, che cos’è “Sanca Veneta”?
Sanca è un movimento politico di stampo Socialdemocratico ispirato nelle linee programmatiche di stampo nord europeo (Danimarca, Svezia per intenderci) e fortemente legato ai modelli di sviluppo di Scottish National Party ed Esquerra Republicana Catalana.
Come nasce Sanca Veneta? 
Nasciamo come nascono un po’ tutti i movimenti, una casuale comunanza di vedute e la fortuna di esserci ritrovati durante una (fredda, era il 1 Dicembre 2013 a Bassano) manifestazione nel 2013. Abbiamo iniziato una piccola fase di aggregazione dando vita a Sanca.
In Veneto ci sono già molti movimenti indipendentisti, perchè l’esigenza di un progetto nuovo?
Temo di dover essere un po’ critico e di dover pestare qualche nervo scoperto, pazienza. Non ce la sentivamo di diventare cittadini di uno dei 4 (o 5?) Governi Veneti o Lombardo/Veneti, tra i Xovani ci saremo trovati fuori luogo nel concetto stesso di “cittadinanza veneta”, i figli del PNV, che siano progrediti o che si siano spenti, hanno sempre avuto un atteggiamento legato a vecchi schemi di Indipendenza/Autonomia (spesso composti da fuoriusciti leghisti, o molto simili, che non hanno mutato molto il loro modus operandi), quasi sempre di stampo esclusivista, legati a rivendicazioni fiscale-territoriali e fermi al concetto di perfezione della Serenissima pre-1797. Tutti concetti sui quali ci ritroviamo solo parzialmente concordi. Mancavano fondamenta per noi importanti: l’idea di Libertà, l’allargamento del concetto di Cittadino Veneto, la rivitalizzazione della Cultura Veneta Contemporanea – che non vuol dire solo lengua vèneta. Vi è una sostanziale differenza di metodo tra Sanca e la galassia Indipendentista: la chiamerò Antiboldrinismo – per chi vuol capire – noi ne facciamo a meno. I nostri ideali in materia di diritti civili, della qualità/quantità di stato sono spesso stridenti con la maggior parte della base indipendentista.

E’ pur logico che la serie di critiche elencate non colpiscano tutti indiscriminatamente, lo slogan stesso “Veneto è chi Veneto fa” a noi carissimo, è stato scritto da un liberista molto distante dai nostri ideali, ma se ci rivolgiamo a persone che hanno ideali diversi da quelli che ispirano la maggior parte dei movimenti finora conformati, è pur logico che dovessimo intraprendere una strada separata.

Qual è il progetto di Sanca per il Veneto, e per i Veneti?
Non crediamo che l’Indipendenza sia a breve portata di mano e il compito di modellare un Veneto futuro sarà uno sforzo collettivo. Sanca Veneta – come già accennato poco fa – si ispira a modelli socialdemocratici nordeuropei, dove vengono affiancati, senza conflitto, un avanzato stato sociale ed il libero mercato. Sistemi dove giustizia sociale ed economia di mercatotrovano il giusto equilibrio per garantire un’economia prospera in una società giusta.

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