Nel dicembre del 2013, durante una manifestazione venetista a Bassano del Grappa, un gruppo di militanti di sinistra si ritrovò e decise di dare vita a un proprio movimento. Lo racconta la storia ufficiale del gruppo: qualche incontro, nessuna struttura, l'idea che ai margini di un'area politica dominata dalla destra ci fosse spazio per qualcosa di diverso. Nel luglio del 2015 quel gruppo si costituì come partito con il nome di Sanca Veneta.
Il nome viene dalla lingua veneta, in cui la mano sinistra si chiama ancora man sanca. Scegliere una parola del dialetto per dire sinistra significava tenere insieme, già nel simbolo, le due appartenenze del movimento.
Chi l'ha fondata
Tra i primi dirigenti c'erano Matteo Visonà Dalla Pozza e Giovanni Masarà. Negli anni più recenti il partito è stato guidato da due co-portavoce, Antonella Muzzolon e lo stesso Visonà Dalla Pozza. È una scelta organizzativa, quella della doppia guida, che Sanca Veneta condivide con molti partiti verdi europei.
Le idee
Il programma di Sanca Veneta mette insieme tre elementi che raramente convivono nello stesso partito italiano. Il primo è una base socialdemocratica: servizi pubblici, lavoro, diritti. Il secondo è l'ecologia politica, con una forte attenzione al consumo di suolo, un tema particolarmente sentito in una regione come il Veneto, tra le più cementificate d'Italia. Il terzo è il venetismo: il riconoscimento del popolo veneto e il diritto a decidere del proprio futuro, fino all'indipendenza.
A differenza di gran parte del movimento venetista, Sanca Veneta è apertamente europeista e internazionalista. Considera l'Unione europea il quadro dentro cui un Veneto più autonomo, o indipendente, dovrebbe collocarsi. Molti suoi militanti sono attivi nella rete giovanile dell'Alleanza libera europea, l'EFA Youth, dove hanno avuto anche ruoli di direzione.
Alleanze ed elezioni
Nel 2017, per il referendum sull'autonomia del 22 ottobre, Sanca Veneta partecipò al comitato di centrosinistra VIVA, che sosteneva il sì. Era una posizione non scontata: la maggior parte della sinistra veneta vedeva nel referendum un'operazione della Lega.
Nel 2018 un esponente del partito, Andrea Cordioli, si candidò a sindaco di Villafranca di Verona, ottenne il 4 per cento e fu eletto consigliere comunale. Alle regionali del 2020 Sanca Veneta sostenne il candidato del centrosinistra, Arturo Lorenzoni, e raccolse lo 0,1 per cento.
| Anno | Fatto |
|---|---|
| dicembre 2013 | Primo incontro a Bassano del Grappa |
| luglio 2015 | Costituzione come partito |
| ottobre 2017 | Comitato VIVA per il sì al referendum |
| 2018 | Un consigliere eletto a Villafranca di Verona |
| 2020 | Regionali con il centrosinistra, 0,1% |
Una famiglia politica europea
Nel panorama italiano un partito indipendentista di sinistra è un'eccezione; in Europa non lo è. In Catalogna Esquerra Republicana de Catalunya, fondata nel 1931, unisce da quasi un secolo la sinistra repubblicana e la richiesta di indipendenza. In Scozia lo Scottish National Party, al governo a Edimburgo dal 2007, si colloca nel centrosinistra. Nei Paesi Baschi EH Bildu riunisce dal 2012 la sinistra indipendentista. Sanca Veneta appartiene a questa stessa famiglia, con una differenza di scala: quei partiti governano o hanno governato, il movimento veneto misura i propri voti in decimali.
Il tema del territorio, per Sanca Veneta, ha anche un significato concreto. Secondo i rapporti annuali dell'ISPRA sul consumo di suolo, il Veneto è stabilmente tra le prime regioni italiane per quota di territorio coperto da edifici, strade e capannoni, insieme alla Lombardia e alla Campania. La difesa del paesaggio veneto, nel discorso del partito, diventa così una questione di identità oltre che di ambiente.
Un fronte trasversale
Negli anni in cui è nata Sanca Veneta, il dibattito venetista parlava spesso di un fronte indipendentista trasversale: la causa del Veneto come terreno comune tra persone di idee diverse. Nella pratica le distanze si sono rivelate grandi. Sanca Veneta non ha partecipato al Partito dei Veneti del 2019, una coalizione in cui prevalevano posizioni liberali e di centrodestra, e ha preferito il rapporto con il centrosinistra regionale.
Ogni anno, il 25 aprile, il partito celebra insieme due ricorrenze: la Festa della Liberazione e la festa di San Marco, patrono di Venezia, che cadono nello stesso giorno. Per un movimento che vuole tenere insieme antifascismo e identità veneta, la coincidenza del calendario è diventata quasi un simbolo.
Domande frequenti
Cos'è Sanca Veneta?
Un partito venetista di sinistra, nato come gruppo nel 2013 a Bassano del Grappa e costituito formalmente nel luglio 2015. Unisce socialdemocrazia, ecologia ed europeismo al sostegno per l'autodeterminazione del Veneto.
Cosa significa sanca?
In veneto sanca significa sinistra, nel senso della mano sinistra. Il nome del partito si traduce quindi come Sinistra veneta.
Sanca Veneta è alleata del centrosinistra?
Alle regionali venete del 2020 ha sostenuto il candidato del centrosinistra Arturo Lorenzoni. Nel 2017 aveva partecipato al comitato di centrosinistra per il sì al referendum sull'autonomia.
Sanca Veneta fa parte dell'EFA?
Molti suoi militanti sono attivi nella rete giovanile dell'Alleanza libera europea, l'EFA Youth, con ruoli anche di direzione.