Bernardelli: Grande Nord con Letizia Moratti, perché la Lombardia è già uno stato in Europa. Che musica!

di Roberto Bernardelli – La discesa in campo di Letizia Moratti, per la corsa alla presidenza della Regione Lombardia, è l’occasione per un riscatto che questa terra aspetta da anni. Il referendum è stata una farsa. L’autonomia rimbalza di governo in governo, senza una prospettiva.

Le parole che sono state lanciate come un macigno nella palude dei partiti e della loro inadeguatezza risuonano ancora forti: La Lombardia è un piccolo sttato in Europa. Milano è una città regione. Vanno cercate le convergenze politiche perché i territori marcino insieme.

E’ quanto basta perché un autonomista, un federalista, aprano gli occhi. Sono parole che nessuno hai mai pronunciato. E’ un programma politico che scompagina completamente gli assetti inconcludenti dei partiti a Roma. Non producono risultati, non sono sinceramente figli di questa terra che ama la concretezza e che è ingessata, ferma. Almeno da 10 anni, ha ricordato Moratti, nella presentazione domenica scorsa al lancio di Lombardia Migliore e della Lista Moratti Presidente.

Non c’è stata una nota stonata nel suo programma. E’ una candidatura civica che supera la logica ottocententesca di destra e sinistra e il blocco farsesco che ingessa da 30 anni il paese, con alleanze e leggi elettorali costruite solo per aggiustare le cose ciascuno per il proprio tornaconto.

A prescindere dal risultato, il vero obiettivo è costruire un campo largo lombardo. Quello che dovrebbero fare i veneti, i piemontesi, i liguri, gli emiliani… A meno che vada bene loro come vanno le cose. La musica che suona Letizia è quella che non sentivamo da una vita. Non è che l’inizio di una battaglia che riporta l’energia lombarda da sempre avanguardia dei cambiamenti, a dettare i tempi dell’agenda politica.

Roma sa che la fine dell’impero inizia così.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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