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2017Nord Italia

Grande Nord, il partito di Bernardelli: storia, programma e fine

Alla convention di fondazione, nella primavera del 2017, c'era anche Umberto Bossi. Non si iscrisse, ma la sua presenza disse molto su chi fossero i fondatori: quasi tutti ex dirigenti della sua Lega.

Redazione · aggiornato il

Grande Nord nacque nel 2017 come progetto politico di un gruppo di ex esponenti della Lega Nord in disaccordo con la linea di Matteo Salvini. Presentato nella primavera di quell'anno, fu costituito formalmente come partito il 12 dicembre 2017, con sede a Milano, in piazza Missori. Il presidente era Roberto Bernardelli, imprenditore milanese e già esponente leghista.

I fondatori

L'elenco dei fondatori somiglia a un pezzo della storia della Lega degli anni Novanta e Duemila. Oltre a Bernardelli c'erano Marco Reguzzoni, già capogruppo alla Camera; Fabrizio Comencini, ex segretario della Liga Veneta; Angelo Alessandri, ex presidente federale del partito; Giuseppe Leoni, uno dei fondatori della Lega Lombarda con Bossi; Oreste Rossi, ex europarlamentare; Francesca Martini, ex sottosegretaria alla Salute; e Marco Desiderati.

Umberto Bossi partecipò alla convention iniziale senza aderire. In quell'occasione fece un'osservazione che circolò molto nei giorni seguenti: se la Lega non serviva più allo scopo per cui era nata, poteva anche chiudere. Per i fondatori di Grande Nord lo scopo era il Nord, e la Lega nazionale di Salvini lo aveva abbandonato.

Il programma

Grande Nord si definiva un partito liberale, regionalista e federalista, con una componente apertamente favorevole all'autodeterminazione. Il programma chiedeva di ridurre il peso dello Stato a vantaggio delle imprese e dei lavoratori, di trattenere sul territorio una quota maggiore delle imposte e di trasformare l'Italia in una federazione. Il partito aderiva al Manifesto di Oxford dell'Internazionale liberale.

Era, in sostanza, un tentativo di tornare alla Lega delle origini, quella della questione settentrionale, contro la svolta nazionale che aveva portato il partito di Salvini a presentarsi anche al Centro e al Sud.

La svolta nazionale della Lega

Per capire la nascita di Grande Nord bisogna guardare a cosa stava diventando la Lega. Nel dicembre del 2013 Matteo Salvini vinse le primarie del partito contro Umberto Bossi e ne divenne segretario federale. Negli anni seguenti la Lega cominciò a presentarsi anche nel Centro e nel Sud, e alla fine del 2017 fu fondata la Lega per Salvini Premier, il soggetto con cui il partito si sarebbe organizzato su base nazionale. Alle politiche del 2018 il simbolo non conteneva più la parola Nord, e la Lega ottenne il 17,4 per cento alla Camera, il miglior risultato della sua storia fino ad allora.

Per i fondatori di Grande Nord quel successo era la prova del problema, non della sua soluzione.

Le elezioni

I risultati elettorali furono modesti. Alle politiche del 4 marzo 2018 Grande Nord ottenne lo 0,06 per cento sia alla Camera, con 19.846 voti, sia al Senato, con 17.507 voti. Alle regionali lombarde dello stesso giorno raccolse lo 0,26 per cento, 13.793 voti. Nessun seggio.

Negli anni successivi il partito scelse la strada delle alleanze. Per le regionali venete del 2020 entrò nel Partito dei Veneti, la coalizione dei movimenti venetisti che candidò Antonio Guadagnini alla presidenza. Alle europee del 2024 alcuni suoi esponenti si presentarono nella lista Libertà, senza eleggere nessuno.

ElezioneRisultato
Camera, 20180,06% (19.846 voti)
Senato, 20180,06% (17.507 voti)
Regionali Lombardia, 20180,26% (13.793 voti)
Regionali Veneto, 2020nel Partito dei Veneti

Rapporti con gli altri movimenti

Il progetto attirò all'inizio anche Indipendenza Noi Veneto, il movimento di Luca Azzano Cantarutti, che partecipò alla sua fondazione. L'alleanza durò pochi mesi: nel novembre del 2017 il gruppo veneto si ritirò, in disaccordo sull'ingresso di ex esponenti di Veneto First e sulla linea apertamente ostile alla Lega. È una dinamica che ricorre spesso tra i movimenti del Nord: le intese si fanno e si disfano sulla questione del rapporto con la Lega, più che sui programmi.

Nel 2022 una delegazione di Grande Nord partecipò a Milano, al Palazzo delle Stelline, all'incontro «Verso una Lombardia migliore», con l'intervento di Letizia Moratti, allora in corsa per la presidenza della Regione.

La fine

Il 19 luglio 2025 Grande Nord si è sciolto, confluendo nel Patto per il Nord, un nuovo soggetto che riunisce diversi gruppi autonomisti e federalisti usciti negli anni dalla Lega. In otto anni il partito non ha mai eletto un rappresentante in un'assemblea nazionale o regionale, ma ha dato un luogo politico a una generazione di dirigenti leghisti che non si riconosceva nella Lega di Salvini.

Domande frequenti

Chi ha fondato Grande Nord?

Un gruppo di ex dirigenti della Lega Nord, tra cui Roberto Bernardelli, che ne fu presidente, Marco Reguzzoni, Fabrizio Comencini, Angelo Alessandri e Giuseppe Leoni.

Umberto Bossi ha aderito a Grande Nord?

No. Bossi partecipò alla convention iniziale del 2017, ma non si iscrisse al partito.

Che risultati ha ottenuto Grande Nord?

Lo 0,06 per cento alle politiche del 2018 e lo 0,26 per cento alle regionali lombarde dello stesso anno. Nel 2020 corse in Veneto all'interno del Partito dei Veneti.

Grande Nord esiste ancora?

No. Il partito si è sciolto il 19 luglio 2025 ed è confluito nel Patto per il Nord.