Atlante delle Autonomie

Repubblica federale italiana? Come è ordinato lo Stato italiano

L'Italia non è uno Stato federale, ma non è nemmeno uno Stato centralizzato come la Francia di un tempo. I costituzionalisti lo chiamano Stato regionale, e la differenza sta in pochi articoli.

Redazione · aggiornato il

L'articolo 1 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. L'articolo 5 aggiunge che la Repubblica è «una e indivisibile» e che riconosce e promuove le autonomie locali. In queste due righe c'è il nodo dell'ordinamento italiano: uno Stato unitario, ma con enti territoriali dotati di poteri propri. Chi cerca una repubblica federale italiana, nella Costituzione in vigore, non la trova.

Stato regionale e Stato federale

In uno Stato federale, come la Germania, l'Austria, la Svizzera o gli Stati Uniti, le entità federate hanno una propria costituzione, un proprio potere legislativo garantito e partecipano alle decisioni federali attraverso una seconda camera che le rappresenta. In Germania, per esempio, il Bundesrat è composto dai governi dei Länder.

In uno Stato regionale, come l'Italia o la Spagna, le regioni hanno competenze legislative definite dalla costituzione nazionale, ma non hanno una sovranità propria. Il loro statuto è approvato con una procedura che coinvolge lo Stato, e il Senato italiano, pur eletto su base regionale, non rappresenta le regioni come istituzioni.

Stato federaleStato regionale (Italia)
Costituzioni propriesìno, statuti regionali
Seconda camerarappresenta gli Stati membrieletta su base regionale
Competenzegarantite, spesso residuali agli Stati membrielencate nella Costituzione
EsempiGermania, Austria, SvizzeraItalia, Spagna

Come è ordinata la Repubblica

Il titolo V della Costituzione, dall'articolo 114 al 133, elenca gli enti che compongono la Repubblica: Comuni, Città metropolitane, Province, Regioni e Stato. Cinque regioni hanno uno statuto speciale approvato con legge costituzionale: Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, con le province autonome di Trento e Bolzano, e Friuli-Venezia Giulia. Le altre quindici hanno statuto ordinario.

La riforma del 2001, confermata con il referendum del 7 ottobre di quell'anno, ha cambiato il riparto delle competenze. L'articolo 117 elenca oggi le materie di competenza esclusiva dello Stato, quelle concorrenti, in cui lo Stato fissa i principi e le regioni legiferano nel dettaglio, e lascia alle regioni tutte le altre. Per molti costituzionalisti è stato il passo che ha avvicinato di più l'Italia a un modello federale, senza arrivarci.

Le regioni speciali non nacquero tutte insieme. Lo statuto della Sicilia fu approvato nel maggio del 1946, prima ancora della Costituzione, per rispondere al movimento separatista siciliano del dopoguerra. Quelli della Sardegna, della Valle d'Aosta e del Trentino-Alto Adige furono approvati nel 1948. Il Friuli-Venezia Giulia ebbe il proprio solo nel 1963, dopo la definizione del confine orientale.

Le quindici regioni ordinarie, previste dalla Costituzione fin dal 1948, elessero i loro primi consigli solo il 7 e 8 giugno 1970, più di vent'anni dopo.

I tentativi di una Italia federale

L'idea di un'Italia federale è antica: la sostenevano nel Risorgimento Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari, sul modello svizzero e americano. In epoca recente è stata al centro del programma della Lega Nord. Due grandi riforme costituzionali hanno provato a cambiare l'assetto, e sono state entrambe respinte dagli elettori.

Il 25 e 26 giugno 2006 un referendum respinse, con il 61,3 per cento di no, la riforma voluta dal centrodestra, che prevedeva la cosiddetta devolution di competenze a favore delle regioni e un Senato federale. Il 4 dicembre 2016 un altro referendum respinse, con il 59,1 per cento di no, la riforma del governo Renzi, che andava in senso opposto: riportava allo Stato diverse competenze e trasformava il Senato in una camera delle autonomie.

L'autonomia differenziata

La strada rimasta aperta è quella dell'articolo 116, terzo comma, introdotto nel 2001: le regioni a statuto ordinario possono ottenere ulteriori forme di autonomia con una legge dello Stato, sulla base di un'intesa. Veneto e Lombardia l'hanno chiesta dopo i referendum consultivi del 22 ottobre 2017, l'Emilia-Romagna senza referendum.

Nel 2024 il Parlamento ha approvato la legge n. 86, che fissa le procedure. A novembre dello stesso anno la Corte costituzionale ne ha dichiarato illegittime diverse parti, pur senza cancellare la legge nel suo insieme, e all'inizio del 2025 ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo proposto dalle opposizioni. Il percorso delle intese è quindi ancora da definire nei dettagli.

Per chi si chiede cosa significhi una repubblica federale italiana nella pratica, la risposta più onesta è che nessuno l'ha mai descritta nello stesso modo: per alcuni è la Svizzera, per altri la Germania, per altri ancora un'Italia divisa in grandi macroregioni.

Domande frequenti

L'Italia è una repubblica federale?

No. L'Italia è una repubblica parlamentare unitaria con un ordinamento regionale. Le regioni hanno competenze legislative proprie, ma non una sovranità come gli Stati membri di una federazione.

Cosa significa repubblica federale?

Uno Stato in cui le entità federate hanno una propria costituzione, un potere legislativo garantito e una rappresentanza istituzionale nella seconda camera, come in Germania o in Svizzera.

Cos'è l'autonomia differenziata?

È la possibilità, prevista dall'articolo 116 della Costituzione, di attribuire a una regione a statuto ordinario ulteriori competenze con una legge dello Stato basata su un'intesa. La legge attuativa è la n. 86 del 2024.

Perché il referendum del 2006 fu respinto?

La riforma del centrodestra, che prevedeva la devolution e un Senato federale, fu respinta con il 61,3 per cento di no. Gli oppositori la consideravano un rischio per l'unità dei servizi e per l'equilibrio tra i poteri.