Nel linguaggio di tutti i giorni nazionalità e cittadinanza si usano come sinonimi. Anche molti documenti ufficiali le scambiano: un modulo europeo chiede la nationality, un passaporto italiano indica la cittadinanza, e in entrambi i casi la risposta è «italiana». Eppure le due parole nascono da idee diverse, e in alcune parti d'Europa la differenza tra cittadinanza e nazionalità è tutt'altro che teorica.
La cittadinanza: un legame giuridico
La cittadinanza è il rapporto giuridico tra una persona e uno Stato. Dà diritti, come il voto, l'accesso ai pubblici uffici, la protezione diplomatica all'estero, e comporta doveri. In Italia è regolata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91. Il principio di base è lo ius sanguinis: è cittadino italiano chi nasce da padre o madre italiani, ovunque nasca. Si può diventare cittadini anche per matrimonio, per residenza legale prolungata, dieci anni per chi viene da un paese extraeuropeo, o, per chi è nato in Italia da genitori stranieri, con una dichiarazione al compimento dei diciotto anni.
La cittadinanza, in altre parole, è un fatto di diritto: la si ha o non la si ha, e la decide lo Stato.
La nazionalità: un'appartenenza
La nazionalità, nel suo significato originario, indica l'appartenenza a una nazione, cioè a una comunità unita da lingua, cultura, storia e sentimento di identità. È un concetto che nasce nell'Ottocento, con i movimenti nazionali europei, e che non coincide necessariamente con i confini degli Stati. Nell'Impero austro-ungarico, per esempio, i cittadini erano tutti sudditi dell'imperatore, ma appartenevano a nazionalità diverse: tedesca, ungherese, ceca, polacca, italiana, slovena, croata e altre.
In questo senso si può avere una cittadinanza e sentire di appartenere a un'altra nazionalità. È la situazione delle minoranze nazionali: un sudtirolese di lingua tedesca è cittadino italiano, ma molti si considerano di nazionalità tedesca o tirolese; un corso è cittadino francese, e una parte dei corsi rivendica una nazionalità corsa.
Nazionalità e cittadinanza nel diritto internazionale
Nel diritto internazionale, però, la parola nazionalità ha preso un altro significato: indica proprio il legame giuridico con uno Stato, cioè la cittadinanza. La Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, all'articolo 15, afferma che ogni individuo ha diritto a una nazionalità e che nessuno può esserne arbitrariamente privato. Lì nazionalità vuol dire cittadinanza.
Da qui nasce gran parte della confusione. In inglese e in francese nationality e nationalité si usano soprattutto in senso giuridico; in italiano la parola cittadinanza è quella tecnica, e nazionalità conserva più spesso il senso culturale e storico.
| Cittadinanza | Nazionalità (senso culturale) | |
|---|---|---|
| Cosa indica | legame giuridico con uno Stato | appartenenza a una comunità nazionale |
| Chi la decide | lo Stato, per legge | la storia, la lingua, la scelta individuale |
| Si può provare | con un documento | non con un documento |
| Esempio | cittadinanza italiana | nazionalità ladina, slovena, tedesca |
Le novità del 2025
Nel 2025 la cittadinanza è tornata al centro del dibattito due volte. A marzo il decreto legge n. 36 ha ristretto il riconoscimento della cittadinanza per discendenza a chi nasce all'estero, richiedendo un legame più diretto con l'Italia nelle generazioni precedenti. L'8 e il 9 giugno si è votato un referendum per ridurre da dieci a cinque anni il periodo di residenza richiesto agli stranieri extraeuropei; il sì ha raccolto il 65 per cento dei voti, ma l'affluenza si è fermata intorno al 30 per cento e il quorum non è stato raggiunto.
Perché la differenza tra cittadinanza e nazionalità conta
Per i movimenti autonomisti e indipendentisti la distinzione è centrale. Chi chiede l'indipendenza di un territorio sostiene quasi sempre che i suoi abitanti formano una nazione diversa da quella dello Stato di cui sono cittadini. I venetisti parlano di nazione veneta, i catalani di nazione catalana, gli scozzesi di nazione scozzese. Gli Stati rispondono che la sovranità appartiene all'intero popolo dei cittadini, e non a una sua parte.
In Spagna la Costituzione del 1978 riconosce le «nazionalità e regioni» che compongono la nazione spagnola: una formula che tiene insieme le due idee e che da quasi cinquant'anni è al centro del dibattito sulla Catalogna e sui Paesi Baschi. In Italia la Costituzione tutela le minoranze linguistiche, all'articolo 6, ma non parla di nazionalità.
Una curiosità per chi compila documenti: l'Italia riconosce la doppia cittadinanza, e un italiano che acquista un'altra cittadinanza non perde automaticamente quella italiana, dal 1992 in poi. Prima non era così.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra cittadinanza e nazionalità?
La cittadinanza è il legame giuridico con uno Stato, che dà diritti e doveri. La nazionalità, nel senso culturale, è l'appartenenza a una comunità nazionale. Nel diritto internazionale, però, nazionalità è spesso usata come sinonimo di cittadinanza.
Come si ottiene la cittadinanza italiana?
Soprattutto per nascita da un genitore italiano. Si può ottenere anche per matrimonio, per residenza legale prolungata o, per chi è nato in Italia da genitori stranieri, con una dichiarazione a diciotto anni. La legge di riferimento è la n. 91 del 1992.
Si può avere una cittadinanza e un'altra nazionalità?
Sì, nel senso culturale. È il caso delle minoranze nazionali, come i sudtirolesi di lingua tedesca, cittadini italiani che si riconoscono in un'altra comunità nazionale.
Nel passaporto italiano si scrive nazionalità o cittadinanza?
Il passaporto italiano riporta la cittadinanza. Molti moduli internazionali chiedono invece la nazionalità, intendendo lo stesso legame giuridico.