ZAMPARINI: FORCONI SICILIANI E FRIULANI POSSONO UNIRSI

di FRANCESCO LAMIANI da www.blogsicilia.it

Per una volta non parliamo di calcio, anche se la tentazione è forte. Tuttavia il dibattito innescato dopo la trasmissione di giovedì scorso ‘Servizio Pubblico’ e dopo l’articolo de La Padania in cui viene tirato in ballo era doveroso scambiare quattro chiacchiere con Maurizio Zamparini.

Presidente, come commenta questo articolo de La Padania e le dichiarazioni che vi sono riportate?

“Non lo commento e basta (ride ndr). Io in trasmissione da Santoro ho detto solo che Castelli fino a qualche mese fa stava al Governo e basta. Vedete, in questo momento, la Lega Nord è in grande difficoltà e cerca di tenere saldo il rapporto soprattutto con le parti più intransigenti della propria base. Si tratta di un movimento di protesta che ha avuto il voto di quanti, al nord, volevano vedere dei cambiamenti reali. E sono consensi che non prenderanno più!”

Lei conosce bene sia la realtà settentrionale che quella del sud, che idea si è fatto di ciò che sta accadendo?

“Vi dico che i Forconi della Sicilia sono uniti ai Forconi friulani senza nessun problema, i commercianti padani sono uniti a quelli siciliani. Insomma la gente vera non vive questi estremismi della Lega. Lasciamoli stare, anche perchè stanno sparendo da soli”.

Ma non è che abbiamo imboccato una deriva secessionista anche da Sud?

“Non credo. Semmai una questione federalista, ma non come la vede Bossi. La Sicilia è una delle terre più ricche d’Italia. Se fosse applicato lo Statuto, con ciò che possiede (petrolio, agricoltura, energia) avrebbe già tutto e potrebbe veramente infischiarsene e vivere serena. Piuttosto torniamo fra la gente, capiamo i disagi reali di questo Paese!”

Sembra di essere tornati ai primi anni Novanta, dopo Tangetopoli, anche allora c’era in clima simile…

“Ma allora non eravamo in recessione! Oggi ci sono persone che perdono il posto di lavoro, c’è chi non ha fiducia nel futuro e c’è addirittura chi si uccide…E purtoppo non è solo una questione italiana. Certo, da noi c’è stata anche una cattiva amministrazione, ma è un disagio che si vive in tutta Europa”.

Ecco la vostra idea, il Movimento per la Gente…

“Noi, attraverso il Movimento, cerchiamo di fare una rivoluzione del cuore, pacifica. Pensiamo solo ai problemi della persone che non sono quelli che raccontati da Bossi, Berlusconi o Monti, che vivono lassù a Roma, o quelli descritti dagli stessi giornalisti, sempre a parlare di spread, bce, bond, che scendessero fra la gente!

Ma lei dice che non scenderà mai direttamente in politica, giusto?

“Proprio così. Ecco, il Movimento per la gente appoggerà quei giovani politici – che spero vengano fuori al più presto – a partire dalle elezioni Amministrative, ma senza diventare un partito. Cioè se le idee e le proposte di un determinato candidato risponderanno alle nostre istanze non esiteremo ad appoggiarlo. La rivoluzione pacifica comincia da qui”.

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