Zaia tenta di smarcarsi. E si erge paladino dell’autonomia. I padani gli crederanno ancora?

L’altro giorno Zaia era intervenuto sul Corriere della Sera per specificare che presidenzialismo e autonomia non potevano correre paralleli. Il governatore tenta di smarcarsi dalle promesse per rivendicare il verbo leghista delle origini? Con quale credibilità dopo anni di nulla di fatto?

Ed ecco la nuova presa di posizione.

“Chi è contro l’autonomia è contro la Costituzione. Bisogna essere tenuti a conoscenza: è inutile invocare la ‘Costituzione più bella del mondo’ a ogni piè sospinto e dimenticarla nei passaggi sgraditi. L’autonomia non è un’invenzione dell’ufficio studi della Lega, è scritta nella Carta costituzionale”. Così a La Verità il governatore leghista del Veneto Luca ZAIA, per il quale “I paesi più moderni dell’Occidente sono federali e sono quelli che attraggono i nostri giovani. Se non si dà l’autonomia, che sarà la vera assunzione di responsabilità e il vero antidoto alla mala gestio, l’Italia porterà I libri in tribunale”. La accusano di volere minare l’unità nazionale. . . “Non mi risulta che la Germania sia una nazione minata. E così Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti. Finiamola con questa farsa”. Per ZAIA, “L’autonomia non è una partita del Nord, ma di modernità. Le visioni dei Padri costituenti erano molto più innovative di qualche politico contemporaneo”. “Non c’è nessuna secessione, chi ancora ne parla dice boiate. Nord e Sud sono legati come gemelli siamesi, la vita dell’uno è la vita dell’altro, e purtroppo anche la morte. Chi dice che abbiamo interesse che il Sud vada a remengo non ha capito nulla. E se il paese è a due velocità non è certo colpa dell’autonomia, ma del centralismo che non ha funzionato”. 

 

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