Zaia, stoppare forniture vaccino a chi le tiene in magazzino. Per chi è il messaggio?

Il Veneto ha somministrato tutte le dosi di vaccino anti-Covid che aveva a disposizione. E da domani ne avra’ altre 40.950 che conta di esaurire nel giro di sette giorni, al ritmo di 6.000 iniezioni quotidiane. “Siamo i primi in Italia”, rivendica quindi il presidente della Regione, Luca Zaia, lodando l’organizzazione che si e’ dato il Veneto ma anche lo slancio di chi sceglie di vaccinarsi. Tanto che si spera che la disponibilita’ di vaccini aumenti, e in fretta. E su questo Zaia ha lanciato una proposta al tavolo con i colleghi governatori.

“Si valuti un benchmarck di efficienza” fissando un tetto alle giacenze di dosi in magazzino in un massimo di una settimana o 10-15 giorni di disponibilita’. Se si supera questa soglia, sostiene Zaia, va interrotta la fornitura di vaccini “a chi fa magazzino e non li inietta, senno’ togli la possibilita’ a chi ha bisogno di iniettare. Ma questo in un’ottica di solidarieta’ e mutualita’ tra Regioni in senso positivo”, spiega. In attesa dei vaccini di Moderna e Astrazeneca (quando sara’, allora “ne avremo veramente tanti”), Zaia si toglie un sassolino dalle scarpe rivendicando la scelta di approvvigionare per tempo il Veneto di siringhe.

“Avete visto? Lo sapevo che andava a finire cosi'”, e cioe’ che ce ne sarebbe stato bisogno. “La tragedia e’ poter salvare la vita alle persone ma non avere l’ago per iniettare il salvavita- afferma Zaia- non mi sono mai voluto trovare in quella situazione”, acquistando cosi’ uno stock di un milione di siringhe, di cui 20.000 arrivate gia’ prima dell’era del vaccino. “Tutti ridevano- dice- adesso ridete?”. Tant’e’ che per il 25 gennaio il Veneto conta di aver vaccinato tutti gli operatori sanitari e delle case di riposo per iniziare la fase 2 della campagna a febbraio.

Zaia pero’ esclude la possibilita’ di acquistare direttamente il vaccino di Astrazeneca e che il fare pressione politica sul Governo ottenga il risultato di avere a disposizione piu’ dosi per l’Italia. E torna sull’idea del ‘patentino’ per vaccinati. “Sono stato il primo a parlare del passaporto sanitario- rivendica- non ho detto che bisogna obbligare ad avere il passaporto”, ma che “il vaccino diventera’ una discriminante: mettetevi nei panni di aziende che non vogliono rischiare…”. Ad ogni modo, grazie all’anagrafe sanitaria, “in Veneto siamo in grado di predisporre la certificazione” di chi si vaccina, afferma il governatore, “con nome e cognome, senza casini di carte perche’ ogni veneto ha la sua cartella vaccinale digitale e informatizzata. Se ci venisse richiesto, siamo in grado di farlo. Se uno ci chiede la certificazione gliela facciamo”, conclude Zaia.

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