Zaia perdona Matteo: non ha citato autonomia? Chissà quante altre cose per la testa…

di Roberto Bernardelli – Il governatore Zaia dice e non dice. Settimana scorsa aveva affermato che se fosse stato per lui, all’incontro col premier incaricato Draghi, avrebbe buttato lì la questione dell’autonomia. Come dire, “io ci penso sempre”. Ma siccome non tocca a lui, lo devono fare gli altri. Però, se poi non lo fanno, non è colpa di nessuno. Queste infatti le dichiarazioni di ieri del presidente veneto: “Penso che Salvini l’autonomia ce l’abbia nel cuore, non ha bisogno di avvocati difensori, ma quando fai un discorso a braccio all’uscita da un incontro così pesante… Non mi sentirei di mettere in croce il segretario perché non l’ha citata”. Così  il commentp alla stampa sul fatto che il segretario della Lega Matteo Salvini non abbia citato l’autonomia all’uscita dall’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, sabato scorso.

Possiamo tirare le somme. Zaia non scontenta gli autonomisti ma non si sbilancia. Tira fuori la questione come spesso si usa fare per tenere buoni gli animi. Però non sconfessa Salvini, al quale manda un messaggio. Tutto sommato, però, alla fine della fiera, resta sempre il solito nulla di fatto. Tirata su la bandiera d’ordinanza dell’autonomia, la si ritira per issarla di nuovo nelle prossime feste.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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