Zaia: per il referendum Veneto servono regole che oggi non ci sono

di REDAZIONE

Per fare un referendum sull’indipendenza del Veneto servono regole, che oggi non ci sono e, per arrivare alla consultazione, l’autodeterminazione e’ un passaggio fondamentale. A spiegarlo, intervenendo al consiglio regionale del Veneto, convocato oggi in seduta straordinaria per affrontare il tema di un referendum indipendentista, per cui alcuni movimenti hanno raccolto le firme, il presidente della Giunta, Luca Zaia.
“L’autodeterminazione e’ il passaggio fondamentale per arrivare alla richiesta legittima di referendum per l’indipendenza. Referendum che si deve tenere rispettando le regole. Oggi non ci sono”, ha detto. Per il politico leghista, dunque, e’ opportuno creare “un tavolo regionale, a costo zero, composto da autorevoli giuristi, da persone che si intendono di Costituzione”, per definire il percorso da fare per arrivare a un referendum “cosi’ che possa essere inquadrabile giuridicamente”. La Costituzione, ha ricordato Zaia, citando anche Luigi Einaudi, e’ stata scritta “in termini autenticamente federalisti”, ma e’ stata poi interpretata in maniera “schifosamente centralista”. Secondo il presidente della Regione, poi, tutte le forze politiche in Veneto hanno come “minimo comune denominatore la volonta’” di andare a una maggiore autonomia.

La secessione del Veneto ”e’ gia’ in atto, da parte degli imprenditori”, ha detto Zaia aggiungendo: “La secessione è di quanti hanno la partita Iva. I nostri amministratori sono imbarazzati per il movimento secessionista che c’e’ da parte di tanti imprenditori che abbassano le saracinesche e se ne vanno in Carinzia. Questa – ha ribadito Zaia – e’ legittima difesa, difronte all’eccessiva tassazione”.
Secessione, per Zaia, e’ anche la disoccupazione che raggiunge ormai 162 mila veneti.

”Non e’ uno scandalo chiedere ai veneti di esprimersi, attraverso un referendum, sull’indipendenza della regione. Non e’ malvagio sentire il popolo”. Cosi’ il capogruppo della Lega Nord Federico Caner, vicesegretario federale del partito, in consiglio regionale, dove si sta discutendo del referendum per l’indipendenza del Veneto. ”Puo’ darsi che la maggioranza dei veneti preferisca rimanere all’interno di questo Stato, ma anche no” ha aggiunto Caner, perche’ – ha aggiunto -, ”lo Stato non dev’essere considerato un dogma, ne’ la Costituzione, che invece va sempre adeguata”.

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