/

Regione Veneto difende referendum davanti alla Consulta

di REDAZIONEIl Capo dello Stato on. Giorgio Napolitano a Padova per il sessantesimo della fondazione di Medici con l'Africa - Cuamm

La Regione Veneto ha ufficialmente incaricato, con una delibera adottata nell’odierna seduta della Giunta, gli avvocati Mario Bertolissi e Ivone Cacciavillani di difendere di fronte alla Corte Costituzionale le leggi mirate a indire i referendum per l’indipendenza e l’autonomia del Veneto, impugnate dallo Stato. Lo ha annunciato il presidente, Luca Zaia, che ha commentato: “abbiamo messo insieme due mostri sacri del diritto costituzionale del Veneto. Si tratta di dire che i nostri referendum sono costituzionali, perche’ credo fermamente che i referendum debbano essere celebrati in Veneto e quindi li vogliamo fare. E il tema della Catalunya ci indicherà la via: aspetteremo fino al 9 novembre, cercando di capire cosa si farà in Spagna, perché le condizioni giuridiche sono simili. Qui, si parla della primavera, per la discussione riguardo all’impugnazione, ma spero che già possa avvenire per marzo, prima delle elezioni, la cui scadenza giuridica naturale è maggio, a meno di un election day”. Al riguardo, Zaia ha ricordato come i due presupposti della legge veneta sono la raccolta di 14 milioni attraverso sottoscrizioni spontanee dei privati e la successiva indizione del referendum da parte del Consiglio regionale, se il primo presupposto sarà raggiunto. “E’ bello che sia il primo referendum che potrebbe essere finanziato dai privati e vorrei vedere quale Governo lo impugnerebbe per ciò. Certo, aprire il conto corrente intestato alla Regione e necessario alla raccolta dei fondi non è semplice, per le tante particolarità che vi sono connesse: ci vuole un conto blindato giuridicamente e abbiamo costruito quindi un apposito contratto, che ci porta a dire che è ormai questione di minuti, non di ore, per la sua effettiva apertura”.

Print Friendly, PDF & Email

10 Comments

  1. che delusione: prima qualcuno ha fatto un referendum che non si sa ancora il vero esito legale (mi sa tanto che la famosa certificazione e una pura presa in giro), poi qualcun’ altro propone un referendum consuntivo per il quale non si capisce per quale motivo dovremmo chiedere anche il permesso (se consuntivo non è altro che un sondaggio).
    ora ho sentito il presidente Zaia dire che se non si raggiungono i 14 milioni per finanziare il referendum, questo non si fa ( in questo paese tempo fa si pensava di organizzare un refendum con soldi pubblici anche per non far lavorare le comesse la domenica e nessuno si è scandalizzato) ma al di là questo in che mani siamo, ho l’impressione che la facenda dell’indipendenza sia veramente in alto mare.
    con questa confusione sarà difficile convincere veneti che hanno la testa sulle spalle ad appoggiare simili iniziative
    spero di sbagliarmi

  2. Il treno di Zaia trasporta un referendum , chiamato “specchietto per le allodole”, che viaggia a rilento sopra “un binario morto” .Gli amici della Lega Nord si ricordino che il gioco (delle tre carte) da loro praticato in Veneto da vent’anni è finito !!!! Rinaximento Veneto
    WSM

  3. Come possono dimostrare che il referendum per l’indipendenza rispetta i dettami costituzionali dato che non li rispetta? Solo perché sarebbe consultivo e finanziato dai privati? Ma Zaia lo sa che lo statuto della regione da lui stesso approvato vieta espressamente questo referendum? Ma allora, visto che si sapeva benissimo che la consultazione era illegale per lo stato italiano, perché in consiglio regionale si è proceduto con la delibera lo stesso? Questi non sono nient’altro che fanfaroni alla ricerca di un nuovo consenso elettorale con false promesse di indipendenza, e promesse ancora più false di maggiore autonomia. Anzi, per loro bisogna fare a tutti i costi il referendum sull’indipendenza solo per mandare un segnale di disagio allo stato italiano, e ottenere così un po’ più di autonomia, così i finanziatori si ritroveranno ad aver tirato fuori fior di quattrini per niente. Le regioni sono soltanto uffici periferici istituiti dall’italia con lo scopo di adempiere a precise e limitate funzioni, specificamente assegnate dallo stato centrale. Il percorso dell’indipendenza tramite l’ente regione non ha nessun fondamento, né in base al diritto interno, né in base a quello internazionale. Il diritto di autodeterminazione dei popoli non c’entra niente con gli enti locali di uno stato. Vogliamo veramente l’autodeterminazione? Allora fondiamo le nostre istituzioni (di governo, di istruzione, di ordine pubblico, di riscossione di tributi, ecc.), e lasciamo perdere le istituzioni italiane (ricordo a tutti che, al di là dei vari proclami, Zaia, Tosi e compagnia portano tutti la fascia tricolore e hanno tutti giurato fedeltà agli interessi nazionali dell’italia).

  4. Mi are di capire che voglia aspettare l’esito della vertenza
    riguardante l’impugnativa prima di decidere eventualmente la data del referendum. E’ chiaro che se questa è l’intenzione il referendum non sarà celebrato in quanto l’esito negativo della vertenza è scontato. Onestamente da un leghista non si poteva cero aspettare di più che un gioco da illusionismo.

  5. …mi sa che è far finta di fare le cose. La consulta non ha niente a che spartire. Se la si legittima, poi bisogna anche accettare il suo no…penso che tutto questo andrà contro al referendum…vecchio marpione, prende tempo, fa la cosa sbagliata e poi potrà dare la colpa alla consulta…

    • Speriamo di no!
      Comunque stanno già aprendo il conto per il referendum!
      Ormai è una strada senza ritorno.
      Anche perchè penso che nessuno vuole la rivoluzione in Veneto e quando hai preso certe strade no è che puoi tornare in dietro facendo finta di niente…
      I Veneti ora vogliono il referendum!

  6. Molto bene, bravo Zaia!
    Aprite il conto che non vedo l’ora di finanziare il referendum!
    W i referendum, la libertà l’indipendenza e sovranità del Popolo nella nella propria terra!
    Il Popolo è la legge!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

I dè de l'Indipendenza Lombarda

Articolo successivo

Occupati dall'Italia da 147 anni