Violenza donne. Caro Renzi, meno autovelox nascosti e più telecamere a Lampugnano

autodifesa

di STEFANIA PIAZZO – La tecnologia è fatta per fotterci, non per difenderci. E’ al servizio dello Stato fiscale, non della nostra incolumità. E così, l’altro giorno, un caro amico che vive sul lago Maggiore, mi racconta della sua ultima contravvenzione: non per eccesso di velocità con un limite di 50 orari, non per essere passato col rosso su un litorale costellato di stop and go, non per le gomme consumate, non per un sorpasso proibito. Ma per aver dimenticato di controllare lo scarico dell’auto alla prima revisione. Un salasso mai visto. L’auto era stata scansionata da un occhio sospeso, una telecamera non visibile, attaccata ad un cavo che scende e passa al setaccio le mutande del motore.

Non lo vedi, il marchingegno, ma di te sanno tutto. Invece, dei criminali che violentano sulle strade, nelle metropolitane i soggetti indifesi non sappiamo niente. Primo, perché la tecnologia la mettono dove possono saccheggiare i cittadini. Secondo, per lo stesso motivo: lo Stato non porta a casa niente.

Ma ci mette impegno al Nord. Perché a Napoli, a Caserta o a Reggio state certi che gli occhi telematici non li metteranno mai. Un controllo alla revisione delle auto al Sud? Se chiederlo è da razzisti e se questo è il solito discorso populista lasciamo perdere. Incassiamoci anche questa nuova tassa sulla distrazione, mentre quelli che deliberatamente fanno quello che vogliono, piangono sempre miseria.

“Sulla violenza contro le donne di vario genere come governo non possiamo fare moltissimo, perché è innanzi tutto una battaglia culturale, sociale, politica con la p maiuscola”. Dice il presidente del Consiglio, Matteo RENZI, ospite di ‘Unomattina’, commentando gli episodi più recenti. Sì, è un fatto culturale. Si chiama discriminazione.

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