Elezioni:chi vincerà lo vedremo, cosa farà è una scommessa

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Ogni potenziale elettore non si pone la domanda “chi vincerà?” (cosa di cui all’elettore interessa assai poco), ma “come governerà” il vincitore. Siamo alla vigilia delle elezioni, i partiti sono in subbuglio. Quale è la principale, unica,  loro preoccupazione?

Come incantare a parole gli elettori e quali alleanze fare per andare al potere! In pieno stile “Andreotti” il potere ha per obbiettivo unico, ancora e solo il potere. Invece che cosa fare per accattivarsi i voti illustrando come opererebbero veramente per mantenere le promesse per loro, la casta, il fare non è un problema. I “dettagli operativi” non contano. Pensate che i candidati dovrebbero attivarsi per trovare in anteprima il modo di mantenere le promesse così nebulosamente delineate. Dopo la farsa delle primarie, dove si è fatto abbondantemente finta di far scegliere al popolo i candidati essendo tutto rigorosamente preordinato, si viaggia praticamente con le vecchie regole del porcellum. Il quale “porcellum “ ha fatto comodo a tutti, nessuno escluso.

In una normale azienda per assumere persone che vanno dal manovale al presidente si esaminano accuratamente i curricula dei candidati, tenendo conto sì dell’assenza dei cosiddetti “carichi pendenti “, ma, sopratutto di che cosa l’esaminando ha fatto e che cosa sarà capace di fare in base alle sue esperienze acquisite. E in politica? Non si verifica neanche se il personaggio in esame sia capace di gestire, ma anche solo di esprimere verbalmente, ma in modo comprensibile a tutti, le proprie idee ed i propri programmi, senza che si rifugi costantemente negli sproloqui alla fine dei quali uno si domanda: ma che cosa mai avrà voluto dire?

In Italia siano davanti a problemi che farebbero tremare non i cosiddetti tecnici (in teoria) , ma perfino persone di provata capacità. I problemi da risolvere sono infatti sintetizzabili così:

1.- Posto che qualunque somaro sarebbe in grado di aumentare ancora le tasse rischiando (con elevatissima probabilità) che il tutto finisca a fucilate, l’unica strada da percorrere è quella di una drastica riduzione delle spese superflue come ad esempio obbligare tutte le ASL ad adeguarsi allo standard della Lombardia (risparmi previsti – e certi-  5MLD di euro all’anno) e quello di smettere di finanziare giochetti inutili come quello di foraggiare la speculazione sul Fotovoltaico (spesa annuale per il solo 2012  6MLD di euro, spesa che fa sorridere di soddisfazione chi salva la patria standosene comodo, comodo in Svizzera). E questo a puro titolo di esempio, poiché di casi del genere è farcita , da anni, l’Italia.

2.- Stato, Regioni e Comuni sono zeppi di Leggi, Leggine e regolamenti che sembrano studiati apposta per far spendere tempo e denaro inutilmente.

Due esempi anche in questo caso, solo per cominciare. Targhe automobili: qualcuno mi sa dire a che serve cambiare la targa dell’auto ogni volta che si cambia la medesima, diversamente da quanto avviene nei paesi civili? Chi malgoverna ha una pallida idea di quanto costa (tasse a parte) una simile operazione? Regolamenti edilizi: sanno i cosiddetti politici quale coacervo di leggi, leggine e contro leggi obbliga i futuri costruttori di qualsiasi cosa a fare acrobazie inenarrabili ben sapendo che alla fine non saranno mai sicuri di evitare il solito togaccione che li incrimini.

E ancora. Vogliono decidersi , una volta per tutte a porre mano ad una drastica semplificazioni delle Leggi esistenti togliendo dalle mani della burocrazia l’incarico di redigere  Regolamenti attuativi e Circolari esplicative  dando ai parlamentari la piena ed unica responsabilità delle Leggi emesse? Certamente la cosa dispiace ai burocrati perché sottrae loro potere, ma non è il caso di guardare troppo per il sottile. Né voglio trascurare – in chiusura d’articolo – una drastica modifica della cosiddetta giustizia che oltre a non produrre affatto giustizia, ma spesso addirittura il suo contrario, costa paccate di miliardi.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Lombardia: Maroni davanti ad Ambrosoli 40 contro 38%

Articolo successivo

Continuano le promesse di Berlusconi, ecco l'ultima