POCHE ANIME PER LA FESTA DEL TRICOLORE A VENEZIA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nonostante i notevoli “aiuti di stato” in occasione del 150° dell’unità e l’appoggio di alcuni esponenti politici locali, la cosidetta manifestazione a sostegno del tricolore ha assunto i toni di una passeggiata di un gruppo di amici attraverso la capitale dei Veneti.

Alla fine, lo sparuto gruppo di persone che ha inscenato una triste e anti-storica celebrazione era formato da qualche decina persone, quasi tutti del comitato organizzatore più qualche consigliere comunale, una decina di tricolori e almeno 5/6 bandiere di San Marco, della serie poche idee e ben confuse per continuare a strumentalizzare e mistificare la grande storia di Venezia. Poco chiaro anche il messaggio che perveniva ai sorpresi passanti che non capivano se la manifestazione era pro o contro la bandiera italiana o pro o contro San Marco. “I fa miseria” era il commento più ripetuto.

Pattuglione poi della celere di una ventina di uomini davanti la scuola San Giovanni Evangelista a sottolineare che forse questo il tanto decantato tricolore a Venezia non è poi così tanto amato. Un voler per forza trovare lo sbocco naturale della storia Veneta nell’unità con l’Italia, quando la storia, la vera storia, insegna tutt’altro con grande conforto di testimonianze e documenti, appare esercizio pretestuoso e illiberale, sì, perchè si tratta pur sempre di togliere la libertà ad altri in nome di un stato che non ci appartiene.

Un plauso ad Albert Gardin, omni presente ogni qualvolta Venezia viene vilipesa da tali eventi pilotati, che da solo ha affrontato il “nemico” pur con metodi pacifici, democratici e tendenti al dialogo fra le parti. Purtroppo, anche tra quelli che si definiscono addirittura indipendentisti non c’erano; litigano in rete come sottolineato nel vostro precedente articolo che preannunciava questo triste evento, mentre altri, peggio, vanno a braccetto con Pdl e Pd per prepararsi le “careghe”.

E Venezia e i Veneti attendono.

di Lazzaro M.

 

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