Veneto, c’è un uso strumentale del referendum regionale

di PATRIZIA BADII

Spettabile Redazione, scrivo in merito all’articolo uscito sul vostro giornale in merito alla proposta di indire un referendum da parte del consigliere regionale Valdegamberi, ma non solo e mi riferisco anche ai vari  Pizzati o Guadagnini. Non faccio più parte di Veneto Stato e quindi parlo solo da indipendentista, tale rimango a disposizione per la liberta del popolo, senza avere nessun bisogno di legami politici.

Leggo con stupore (per il fatto di appartenenza ad un partito unitarista italiano), del comunicato fatto dal consigliere Regionale dell’UDC Valdegamberi, sul fatto di avere depositato  una proposta di legge per indire un referendum consultivo per l’Indipendenza del Veneto dallo Stato italiano e qui vorrei chiarire un paio di cose perché è giusto che i Veneti sappiano, e che certi personaggi politici pure (e non mi riferisco solo a Valdegamberi, ma specie ai politici  indipendentisti), che bisogna chiedersi come fa la Regione Veneto a indire un referendum  sull’indipendenza, quando non ha personalità giuridica internazionale e, come da sentenze del consiglio di stato del 2010, non rappresenta nessun autogoverno e nessun popolo veneto (ma solo italiani residenti’). Sono a conoscenza questi signori del fatto che la Regione Veneto è un ente amministrativo italiano dal 1972,  e non ha un parlamento autonomo? Lo sanno che la materia internazionale inerente i trattati  internazionali, in base all’articolo 75  della costituzione, e’ esclusa dall’istituito  referendario  nazionale e della regione, e dell’art. 5 della costituzione in cui si dice che l’italia e’ una e indivisibile?  E poi chiedo ai signori indipendentisti perché andare a elezioni politiche indette  dallo Stato occupante italiano?

Quando si vuole staccarsi dallo Stato bisogna combatterlo, mentre costoro non sono stati  neanche in grado di controbattere le decisioni prese da quest’ultimo: per portare un esempio  semplice, l’obbligo di imparare e cantare l’inno di Mameli a scuola. Nessun segretario di questi movimenti ha indetto una conferenza stampa per dire che nessuno può obbligare nessuno a cantare l’inno e che i loro iscritti   avrebbero negato alle scuole di far cantare tale inno ai loro figli. Niente di fatto, nessuno ga ribatù!

Al contrario, il popolo Veneto può legittimamente  riappropriarsi dei territori della  Serenissima Repubblica, occupati dallo Stato italiano, ma non può farlo (ripeto) la Regione Veneto, perchè è ente dello stato italiano. Allora io chiedo ai signori che continuano a vendere per uso personale certe idee in Veneto di smetterla, in quanto stanno danneggiando seriamente la possibilità di libertà dei veneti. E concludo dicendo a questi politici veneti, che invece di cercare di tirar su tessere, (e lo dico da veneta adottata), iniziassero a dire ai veneti chi sono loro stessi. Ridiamo dignità alla Serenissima Repubblica.

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