di Stefania Piazzo – In più di un’occasione questo giornale ha ricordato la supremazia nei consensi di Fratelli d’Italia in Veneto. Che non sia più da anni la roccaforte del leghismo, è un dato di fatto, per quanto il governatore Zaia insista nel rilanciare il quarto mandato (per sè) e per quanto il viceministro ligure Rixi si inerpichi in ragionamenti in cui si paventano rischi di derive autonomistiche non controllabili in caso di passaggio del testimone, come se la Lega avesse una funzione di tappo a chissà quali pulsioni. “Se ci siamo noi, Roma stia tranquilla”. Un tempo, era il contrario. Ma col 40% dei consensi al partito di Giorgia Meloni, di quali pulsioni stiamo parlando?
Il Giornale di Vicenza ha diffuso oggi i dati di Videomedia. FdI a Vicenza è al 29,5%. “Questo risultato, frutto del lavoro quotidiano sul territorio, rappresenta un segnale fortissimo”, ha commentato il meloniano Joe Formaggio. E, si legge ancora: “Se in città siamo a questi livelli, in provincia ci attestiamo attorno al 40%. Significa che il nostro messaggio sta passando e che i cittadini ci considerano sempre di più come la forza politica più credibile, concreta e radicata”. Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, “Si consolida la percezione di un partito pronto a guidare anche la prossima sfida regionale”.
Un dato politico reale è che anche con Zaia ancora governatore, il consiglio regionale sarebbe completamente blindato da FdI, con un effettivo potere di controllo all’80% della Regione. La Lega avrebbe un ruolo-immagine per la foto di famiglia.
Però Giorgia Meloni potrebbe anche pensare altro. Ovvero, perché “destabilizzare” gli equilibri tra alleati? In 3 regioni peraltro importanti come Veneto, Lombardia e pure Campania, dove la questione terzo mandato ha un suo perché in chiave anti fronte Pd.
Intanto al Sud come sottosegretario per il Mezzogiorno ha messo l’ex segretario della Cisl, Sbarra. Se nelle regioni dove non ha nomi forti per la presidenza, si giocasse la carta del terzo mandato, potrebbe rivendicare crediti politici non indifferenti, lasciando al loro posto tre figure di vertice, diciamo così, di pura rappresentanza, di garanzia rispetto a equilibri sociali, economici consolidati e solidificati nei decenni. Tu dacci il terzo mandato e ti garantiamo la pax nelle colonie. Ops, pardon, in periferia.
Che arrivi o meno, il terzo mandato, mandato giusto ancora oggi a quel paese da Forza Italia, cosa potrebbe cambiare? Il presidente alla Camera dei Forzisti, Paolo Barelli, ha affermato: “Forza italia è sempre stata disponibile al dialogo e al confronto con i suoi alleati, specialmente nell’esecuzione del programma di Governo, che prevede anche di favorire l’inclusione dei migranti regolari. Il terzo mandato per i presidenti delle Regioni, invece, non è parte del programma dell’esecutivo e, peraltro – come rilevano i sondaggi – trova contrari gli italiani. Per questo motivo, per Forza Italia, oggi, si mette fine alla discussione sul terzo mandato”.
Davvero liberi tutti? O si tratta solo di capire come riempire diverse caselle e con quali nomi?
Intanto il consigliere vicentino Formaggio, dice che “alle prossime elezioni regionali saremo la vera novità, con una classe dirigente rinnovata, amministratori preparati e una visione che parte dai bisogni reali delle comunità. Questo sondaggio certifica che Vicenza e il suo territorio hanno voglia di cambiare passo. E Fratelli d’Italia è pronta a guidare questo cambiamento”. Forse più che guidarlo, controllarlo senza problemi.





