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Veneto: destra e sinistra, arrivate troppo tardi. Resta solo l’indipendenza

di PAOLO BAMPO

C’è un partito “liberista” che, dopo ciò che è successo, con una lungimiranza da retroguardia, propone un referendum sull’autonomia del Veneto ed un altro che, “democraticamente”, si dichiara pronto ad affrontare i temi scottanti della questione “Veneto”. Ambedue, però, escludono, condannano e sbeffeggiano l’indipendentismo.

Possono darsi la mano.  Destra e sinistra, (?) tra i ragli ed i mugolii dei propri esponenti, esprimono una posizione quasi identica sul tema dell’Indipendenza del Veneto.  Partiti statalisti che, pur diversi (ma solo apparentemente), amano ed invocano all’unisono, il centralismo, la centralità del potere, il malgoverno di Roma, l’assistenzialismo e probabilmente anche la mafia ed il malaffare amministrativo.  C’è gente che si sgola  da 30 anni per avanzare richieste di autonomia e di federalismo, o anche unicamente di maggiore attenzione verso chi produce benessere a favore di tutti e, improvvisamente, solo oggi, pure lor signori si accorgono di ciò. Non contenti aggiungono la beffa al danno:  sono loro ora, infatti, a spiegarci, dagli scranni consiliari di Venezia o da quelli parlamentari di Roma, che il Veneto e la montagna devono avere un ruolo istituzionale diverso, un trattamento più consono alla situazione, maggiori risorse e bla bla bla. Troppo tardi. Troppo comodo signori dopo tutti i tagli subiti e quelli  che subiremo grazie anche alla vostra ignavia, alla vostra insensibilità ed alla vostra ottusità. Ora la richiesta è cambiata (sarebbe meglio dire “è tornata”).  Ora l’unica soluzione possibile per non morire è lo Stato o Repubblica Indipendente del Veneto, che comprenderà la Regione Autonoma delle Dolomiti.  30 anni fa sorridevate ironici al solo sentir pronunciare parole quali Autonomia e Federalismo. Oggi le avete fatte vostre (ma chi vi crede?) affermando che siete autonomisti da sempre e, contemporaneamente, ghignate alla proposta indipendentista. Siete stati poco lungimiranti allora e lo siete ancora. Passate la vita a ridere degli altri, siete sempre in ritardo su tutto (volutamente?) e non vi rendete conto di quanto ridicoli ed ipocriti siate. Ridete pure. La storia vi travolgerà, ma questa volta non aspetteremo che voi, ipovedenti politici, vi adeguiate.

Tra 30 anni l’Italia non esisterà più come Stato nazionale e molti di noi nemmeno, ma  il Veneto ci sarà, eccome se ci sarà! Peccato che quel giorno, come in uno scenario già visto, anche tutti gli attuali detrattori diranno di essere stati  loro, anzi, soprattutto loro, i partigiani della svolta indipendentista.

 

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17 Comments

  1. Certo che ora bisogna edificare all’interno del veneto cantiere e predisporre gii allacciamenti con gli stati e le regioni con noi alleate. Ma in questo i Veneti, se privi di lacci o laccioli, sono i primi al mondo poiche’ possiedono capacita’ e diplomazia.
    In quanto detentori della piattaforma digitale , da chi ce la richiede, e’ giusto ottenere il dovuto conpenso. WSM

    • Si certo, una vera patacca !!!

      Giudichiamo le modalità passata alla consegna della lettera per posta all’iscrizione on-line, alla telefonata, tre metodi completamente fuori di controllo.

      Giudichiamo i voti presi dai 10, che non passano oltre le 150.000 unità, le risposte ai tre quesiti su Europa, Nato, Euro, che non passano le 800.000 unità. Vorreste dirmi che 2 milioni e mezzo di veneto, con una votazione gratis e on-line si sono dimenticati di rispondere ai quesiti e hanno rinunciato volontariamente e scegliere i loro rappresentanti on-line (anche se virtualmente, ma effettivi per gli organizzatori), e che fatalità non sono assolutamente persone sconosciute ( fa molto meglio, il M5S); ma molto navigate nel mondo indipendentista post leghista….fatalità ? Potere della democrazia mediatica virtuale e digitale ?

      Giudichiamo il fatto, che presunti oriundi veneti, residenti in stati stranieri abbiano votato per questo plebiscito, e con quale diritto o status di veneti riconosciuti ? Il riconoscimento rilasciato de plano et de facto, da un sistema informatico ?

      Giudichiamo il fatto, che i motori di ricerca, parlano di visite e flussi sull’ordine di 350.000 mila unità. Ma sicuramente non sono attendibili !!!

      Giudichiamo il fatto, che non c’è uno straccio di prova, atto pubblico, scrittura privata autenticata di questi dati finali ed effettivi, e che 2mln di veneti, non si sono radunati, ne trovati, in piazza a Treviso, a Sappada, a Montegrotto, e nemmeno davanti le carceri per dare sostegno ai Serenissimi parte 2.

      Giudichiamo il fatto, che con tutti i sacri crismi, viene data parola a un ex-diplomatico, come osservatore internazionale (senza mandato), che avrebbe confermato la corretta operazione e soprattutto la validità secondo la metodologia (???) del plebiscito virtuale, in accordo con il diritto internazionale. Ma è uno spergiuro bello e buono !!!

      Allo stato attuale dello scrivente, siamo ancora in attesa di prove concrete, lieto di essere smentito e con immenso piacere.

      Sardi comprate la piattaforma, fategli prendere un soldo !!!

      Sinceramente mi sembra tutta una grande operazione di marketing emozionale, per persone che di marketing e pubblicità ci vivono. Credo di più a Orson Welles !!!

  2. L’articolo è molto bello. Non c’è dubbio che dx, sx, lega, partiti indipendentisti ecc…sono tutti partiti italiani, e come tali dovranno sempre rispettare la costituzione.

    Come non credo assolutamente negli avvocati italiani che si spacciano indipendentisti veneti, quando hanno fatto giuramento di rispettare l’ordinamento italiano.

    Ora, visto queste incessanti accuse a tutti quelli che denigrano il plebiscito virtuale e digitale, chiedo formalmente a questi 2 mln di veneti, di fare un passo avanti con opere e fatti, non solo con interazioni via internet.

    P.S. Dimenticavo che l’artefice del plebiscito, ora è in Sardegna per vendere la sua piattaforma !!!

    • Sicuramente Busato non lo fa per meri motivi economici. Sta rischiando di suo e di molto anche. Se fare un referendum al costo di 2 milioni di Euro in Veneto, al posto di 20 milioni come tanto osannato da alcuni nostri consiglieri regionali del PD, quello che “venderà” ai Sardi, sicuramente saranno soldi spesi benissimo e molto meno di quello che la Sardegna avrebbe speso per farne uno in modo “tradizionale”.
      Eppoi, detto francamente, non c’è prezzo per avere la libertà. Su dai, non mi dica che non è capace a fare questo ragionamento. Ma se Lei è in malafede, allora capisco, eccome capisco il “suo” commento.

      • Si infatti, si è visto quando tentò di candidarsi a Roma con Indipendenza veneta dopo aver diviso l’ennesimo partito. Ma per favore !!! NON ANDREMO MAI A ROMA !! E per inciso, sapeva benissimo che gli indipendentisti non avrebbero mai vinto, ma con il 2% di voti ( percentuale non raggiunta), avrebbe tirato su un pò di soldi, almeno per rimpinguare le casse vuote, di coloro che lo seguono da anni, solo perché avanzano soldi da lui, e da tutti i suoi partiti:

        – Giovani padani indipendentisti;
        – PNV;
        – Veneto Stato 1 e Veneto Stato 2;
        – Indipendenza Veneta….

        – Veneto SI’ ?????

        Per inciso, io sono oltre la malafede. Ma cosa vuole vendere ? Una farsa di plebiscito virtuale, quando il referendum ufficiale regionale dei sardi è già stato bloccato costituzionalmente.

        Bello vendere fumo, ma si sa che determinate persone amano i numeri virtuali, ma soldi reali. Fatalità, diverse persone che girano attorno al mondo indipendentista dei partiti, lavorano nel marketing. Fatalità di malafede….anche questa ? Sig. Cristiano o chi per lui, si dia una calmata !!

  3. spero che avvenga molto prima di quando dice l’articolo e che molti, moltissimi di noi, possa goderne. più che sperare, ne ho la netta sensazione.

  4. Perfino il Movimento 5 Stelle è arrivato tardi, anzi è stato battuto allo stomaco.
    Se Grillo sostiene tutt’ora la democrazia diretta, dovrebbe adottare prima o poi la stessa piattaforma di Busato, approvando di fatto un voto democraticamente diretto che c’è già stato, una secessione in particolare.
    Quindi se NON si rimangia la parola approva una spaccatura della sua Italia, se si rimangia la parola non è più un movimento ma un partito.
    Bel dilemma eh Beppe?

    • Aahahahah….si infatti, anche i dieci eletti nel plebiscito, sono tutte persone sconosciute, come quelli che vengono eletti nel M5S. Ma come fate, a fare certi paragoni e dire queste castronerie ??

      Caterina, Johnny, alex75, Ernesto Furioso, mv1297….siete la stessa persona. Bella vita, il ruolo di cane da guardia e d’attacco della banda del buco.

  5. Complimenti! bell’articolo, chiaro e quanto mai opportuno! e detto da chi li conosce bene questi ipocriti opportunisti seduti sugli scranni dorati della regione…
    Per il Veneto sempre e solo INDIPENDENZA !!!

  6. LANCIO UN APPELLO A TUTTI I FRATELLI INDIPENDENTISTI X INFLUENZARE LE VARIE SIGLE O ANIME CHE CI GUIDANO (A VOCE, X MAIL, SUI BLOG) PER INDIRE UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA DI MASSA PER ESPRIMERE OLTRE CHE LA SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI, IL CONCETTO CHE L’AUTONOMIA E’ UNA FREAGATURA DEI POLITICI.Attenzione che al loro cambio di strategia, verso lopinione pubblica veneta, dobbiamo essere pronti ed efficaci. Agire in ordine sparso se finora poteva avere un senso perche’ tutti tiravano al massimo e serviva per sfondare sull’infirmazione, ora che gli schieramenti nemici si stanno formando e reagendo serve che anche noi ci compattiamo e combattiano uniti….dopo ognuno portera’ avanti le propie idee…ma adesso xcortesia UNITEVI!!!!! E’ TROPPO IMPORTANTE!!!Veneti liberi!

    • Quei 2 milioni e passa che hanno votato, se vogliono compiere un atto simbolico, potrebbero andare nei propri comuni e chiedere tutti di diventare apolidi.

      • Diventare apolidi? più facile a dirsi che a farsi;

        La cittadinanza italiana si può perdere automaticamente in particolari ipotesi previste dalla legge quale conseguenza di una condotta incompatibile con il vincolo della cittadinanza o per rinuncia volontaria con determinate modalità.

        La cittadinanza italiana si perde automaticamente:
        – per arruolamento volontario nell’esercito di uno Stato straniero;
        – per svolgimento di un incarico pubblico presso uno Stato estero, nonostante il divieto del Governo italiano;
        – per svolgimento del servizio militare o di un incarico pubblico in uno Stato estero oppure se il cittadino ha ottenuto la cittadinanza di quello Stato durante uno stato di guerra;
        – nel caso di persone adottate, quando c’è stata la revoca dell’adozione in seguito a un fatto imputabile all’adottato, purché egli acquisti un’altra cittadinanza.

        La cittadinanza si può perdere per rinuncia nei seguenti casi:
        – rinuncia da parte di chi è adottato e maggiorenne, in seguito a una revoca dell’adozione dovuta a un fatto imputabile all’adottante, purché l’adottato acquisti un’altra cittadinanza;
        – rinuncia da parte del cittadino italiano che intende risiedere all’estero o acquistare un’altra cittadinanza;
        – rinuncia da parte del cittadino che ha raggiunto la maggiore età e che ha ottenuto la cittadinanza italiana da minorenne, insieme ai suoi genitori, purché acquisti un’altra cittadinanza.

        Per la legge italiana si può rinunciare alla cittadinanza, ma solo per acquisirne un’altra.
        Il diventare apolide sembra non sia previsto,mica sono scemi.
        Se qualcuno ha novità,farebbe cosa buona e giusta a renderle note.

  7. Il mio appello sopra e’ rivolto anche ai giornalisti fratelli, a P. Bernardini che e’ stimato da tutti, a Rocchetta che puo’ essere considerato un ideologo davtempi non sospetti…a tutte le personalita’ che sposano la nostra causa.
    Grazie

  8. “diranno di essere stati loro, anzi, soprattutto loro, i partigiani della svolta indipendentista.”

    Com’è vero!! Riescono sempre a cavarsela

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