Catalunya esempio per il Veneto, non per la Padania

di ETTORE BEGGIATO

Egregio Direttore, il voto catalano di domenica scorsa ha riportato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sulla Catalunya: nel parlamento di Barcellona coloro che chiedono il referendum per l’autodeterminazione hanno 87 seggi contro i 48 dei nazionalisti spagnoli.  C’è un‘altra questione da sottolineare. C’è  chi affianca, in chiave nostrana, la Padania o “l’Italia del Nord” alla Catalunya; niente di più sbagliato.

L’unico popolo che può riproporre il modello catalano in Italia è quello veneto. Me lo confermava nell’ormai lontano 1997 il “patriarca” della nazione catalana, Jordi Pujol allora presidente della Generalitat catalana. Nella primavera del 1997 con un gruppo di veneti guidati da Fabrizio Comencini ci recammo in Catalunya per incontrare, nell’arco di tre-quattro giorni, i principali esponenti del mondo politico e culturale catalano.

Con nostra grande sorpresa il Presidente Pujol ci accolse con grande ospitalità e ci dedicò un paio d’ore proprio per cercare di capire cosa stava succedendo nel Veneto, realtà che già conosceva molto bene ma della quale voleva capire gli ultimi sviluppi.

Il Presidente  catalano anche in quella occasione rifiutò qualsiasi paragone fra la Catalunya e la cosiddetta Padania  mentre sostenne che l’unica realtà dello stato italiano che poteva essere paragonata alla Catalunya era proprio il Veneto, per la storia, la cultura, il modello economico che caratterizzano il popolo veneto, esprimendo una grande ammirazione per la nostra terra. “Lo dico sempre ai miei amici, agli imprenditori come a chi fa politica: dobbiamo imparare dal Veneto” ci disse.

Dopo quindici anni, ho l’impressione che siamo noi Veneti a dover imparare, e molto, dai catalani.

*Già Assessore reginale del Veneto

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23 Comments

  1. se potesse votare per l’indipendenza, la Lombardia non arriverebbe al 45% dei sì, il Piemonte neanche al 35, la Liguria forse al 15% e l’emilia al 20.
    se lo facessero in Veneto le percentuali sarebbero vicine al 70.

  2. è inutile accapigliarsi su chi è più indipendentista di chi.
    Giochiamo tutte le carte che abbiamo, su tutti i tavoli che possiamo. Da qualche parte scopriremo una falla nel muro tricolore.

  3. che pochezza di articolo, che differenza con il pezzo di Oneto sempre sull’indipendenza di oggi, Oneto articola ragionamenti su ragionamenti, qui siamo fermi a: l’ha detto Pujol, ah beh, se l’ha detto Pujol…

    sembra un po’ la storia dei pensionati che guardano la televisione e si bevono tutto perchè l’ha detto la televisione, ah beh, allora… o dei giovincelli che girano troppo su internet e lo prendono per oro colato, l’ha detto internet, ah beh allora…

    Senza dimenticare che nel 1997 Pujol faceva il federalista, Ciu è diventanta sobranista tre mesi fa grazie a Mas e qui nel 1997 già da anni si invocava la secessione.

    però se l’ha detto Pujol…

    • Noi VENETI abbiamo perso ventanni per rincorrere il PIFFERAIO PADANO che nel 1996 inondò la nostra Terra con manifesti che dicevano “L’ULTIMO ANNO DA SCHIAVI”…Dopo 16 anni BASTA LEZIONI da FORESTI, VENETO LIBARO e BASTA !!!!

  4. Ragazzi, sono un indipendentista della Napolitania. Si, per alcuni sarà incredibile, ma ci sono anche gli indipendentisti in quello che era il Regno di Napoli. E vi sono anche in quello che era il Regno di Sicilia. Vi sembrerà incredibile per tutte le panzane che lo stato itagliano vi ha rifilato per 152 anni, e quindi vi comprendo.
    Ma la questione è un’altra. Veneti, sardi, siciliani e napolitani hanno diritto a chiedere l’indipendenza perché sono nazioni da centinaia di anni. Tutti loro sono stati invasi, annessi, comprati dallo stesso stato invasore, il Piemonte.
    Oggi solo se tutti insieme spingeremo nella stessa direzione, l’autodeterminazione dei popoli, potremo sperare di tornare a governarci da soli. Dividersi su chi ha più diritto all’indipendenza serve solo a rafforzare l’oppressore itagliano.
    Viva l’indipendenza, viva l’autodeterminazione dei popoli

    • Lo sappiamo che esistono, il problema è che non sono molto attivi, dato che a questo giornale pervengono pochissime loro iniziative e comunicazioni.

      • Associarsi a certe fesserie che si scrivono qui non è mica facile.

        P.S. Qual è la vostra netiquette? insulti a terroni ed extracomunitari si(altrimenti perdereste buona parte di vostri lettori)….critiche alla Padania ogni tanto, o a seconda dell’IP.

  5. Se voi veneti pretendete di fare da soli non arriverete mai da nessuna parte….ma d’altronde si sa il “foso tuto mi” (o come cavolo si scrive) è “cosa vostra”.

    • La tua mentalità borg, frutto di una mente collettiva, non si addice al pensiero indipendentista della democrazia diretta.

      Da noi vige la volontà di un popolo libero, che pensa con la propria testa e ragiona con il proprio cervello, non con quello del vostro cubo-sistema collettivo.

      http://www.youtube.com/watch?v=WZEJ4OJTgg8

      Tranquilli italioni. Non noi ci arrenderemo !
      Proprio in nome della libertà e dell’indipendenza.

      • Si certo, la volontà di un “popolo” in cui la maggioranza si sente italiana e vota per pdl, udc, pd, ecc…mentre una volta votava in massa per la dc.

        I veri “italioni” come li chiami tu siete voi micro-movimentisti che le sparate grosse senza avere un minimo di organizzazione e di seguito…siete voi quelli che praticano scientificamente il “divide et impera”…siete voi i più italo-tricolorati di tutti.

        PS
        …dimentcavo, il borg lo intendo come un tributo involontario al grande Bjorn Borg

        • Lei parla solo del passato.L’indipendentismo invece è il futuro.Nel secolo scorso esistevano un’ottantina di Stati.Oggi quasi 200.Noi siamo stanchi di essere una specie di colonia italiana.Se non ho capito male il suo contorto discorso lei dice che i veneti votano ancora per partiti tradizionali.Forse non ha mai sentito parlare di movimento 5 stelle e del suo 18-20% di consenso.Secondo me l’indipendentismo veneto farà un balzo simile a livello regionale entro la fine del 2013.

  6. Questo è il tipo di articolo che non vorrei leggere mai ! Mi ricorda Orwell. Si potrebbe dire: “tutti gli indipendentisti sono uguali, ma alcuni (noi perbacco!) siamo più uguali degli altri!

    • E’ un prodigio della natura come i capponi di Renzo, nonostante siano capponi, riescano a riprodursi e a generare in continuazione polli.
      Avanti così, fratelli venetisti, che di certo i nostri nipoti festeggeranno il 300° dell’unità italiana.
      Roberto Caorsi

      • Quando saremo indipendenti, con 20 miliardi di euro in più da investire, vi doneremo tutte le frattaglie di pollo, in modo che abbiate qualcosa da mettere dentro al vostro brodo italiota insipido, allungato e ipoproteico .

        La qualità di un prodotto si vede alla distanza e la qualità degli statalisti come te, è la peggiore a livello mondiale.

        Scommetto, che da buon italione, lavori per lo Stato e voti per bersani. 😀

        CrisV

  7. Povera Italia l’hanno distrutta !! Cosa possiamo fare l’unica via e’ l’autodeterminazione ,il nord può ancora farcela se autonomo e diventa modello per tutti…… Anche se non ci credo più. Italia e’ finita. Non vedo un futuro solo miseria.

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