VENETI: RITROVIAMO L’UNITA’, NON PERDIAMO UN’OCCASIONE STORICA

di GIACOMO MIRTO

Lettera aperta di Giacomo Mirto, fondatore di Veneto Stato

Le diatribe interne che attanagliano Veneto Stato, ledendone pesantemente la credibilità politica, sono note a tutti. Inutile quindi recriminare, o fantasticare, la realtà è che stiamo sprecando un potenziale enorme per personalismi e ripicche da bar.

Nonostante la crescita di iscritti e consensi vi è infatti il rischio concreto che, come in un bel sogno al risveglio tutto svanisca e questo perché non siamo in grado di fare quadrato e impegnarci tutti intorno a un unico progetto politico. I fatti hanno dimostrato che vi sono almeno tre correnti di pensiero dentro a Veneto Stato e urge trovare una soluzione per farle coesistere.

Basta leggere i giornali per capire come anche partiti di ben altro calibro (dal Pdl, alla Lega al PD) siano dilaniati dalle correnti che li ingolfano “sputtanandoli” mediaticamente. E’ quello che in piccolo sta’ avvenendo in Veneto Stato. La nostra colpa originale è quella di non aver creato una struttura consona a contenere queste diverse anime in modo tale da fare in modo che tutti i soci lavorassero all’interno dello stesso partito con due soli e semplici obiettivi:

1- Diffondere il verbo indipendentista e referendario;

2- Portare avanti e far crescere il simbolo di Veneto Stato

Credo infatti che gli unici punti di accordo tra le varie anime siano questi e per poterli realizzare serve una struttura tale da evitare tensioni e la situazione che oggi si è venuta a creare.

La mia proposta è ormai nota: creiamo un partito veramente orizzontale composto da sezioni comunali che eleggono un portavoce locale il quale una volta all’anno partecipa al congresso nazionale per eleggere il portavoce nazionale. Li si delinea la linea politica per l’anno successivo e come il partito deve porsi sulle tematiche d’attualità. Basta quindi col modello bossiano che vede segretari-padroni, basta decisioni prese da 10 persone che possono distruggere un partito. Ognuno lavori nel proprio territorio per far crescere i consensi locali e arrivare così alle regionali 2015 preparati e lanciati verso l’indipendenza.

Tutto il resto, la ricerca di potere e careghe interne è solo parassitismo, lo stesso becero parassitismo italiano per il quale chiediamo l’indipendenza.

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