INDIPENDENTI ANCHE DALLA SCHIAVITU’ MONETARIA DELLE BANCHE

di VITTORE VANTINI

In un mio precedente scritto accennavo al signoraggio monetario, quella manovra finanziaria cioè che rende le banche di emissione padrone del denaro sotto ogni profilo e che emettono pezzi di carta dal costo medio di cinque centesimi. Parliamo per esempio del biglietto di € 500, con un guadagno, ecco il signoraggio, di  499,95. E’ un utile lordo di 499.95 €, dal quale va detratto un costo provvigionale di circa due euro. In discendenza di ciò il guadagno netto per le banche di emissione è di circa € 497 su una banconota di € 500.

Ci sono varie fasi storiche, nelle quali è iniziato il sistema bancario come punto di emissione della valuta. Prima di ciò chi batteva moneta la emetteva usando metalli preziosi o semi preziosi e, per le monete di minor valore, solitamente il rame. Quindi queste monete metalliche avevano sostanzialmente, fin dalla produzione della zecca, un valore che corrispondeva o si avvicinava a quello del peso del metallo. Contenevano cioè in se stesse la garanzia del valore.

I primi esempi di banche di emissione con moneta o nota di credito cartaceo sono state il Monte Fruttifero Privato del 1163 a Venezia e del Banco di San Giorgio del 1407 a Genova, che è stata sostanzialmente la prima banca pubblica in Europa.

Ma la prima banca centrale al mondo (Banca emittente) è stata la Banca d’Inghilterra che nasce il 27 luglio 1694, quando il banchiere londinese William Paterson, di fede massone, fondò la Old Lady of Threadneedle Street, poi riconosciuta come Banca d’Inghilterra. Essa stampò £ 1.200.000 sotto forma di note di credito bancario (banconote), corrispondenti al debito di £ 700.000 in oro che il re Guglielmo d’Orange aveva contratto con la Old Lady, evidentemente dotata di una grande liquidità finanziarie. In tal modo la banca aveva cominciato la sua attività acquisendo il debito della corona, cioè dello Stato.

L’importanza di questa banca è sostanzialmente quella di avere storicamente iniziato, sotto forma di grande organizzazione, l’attività di stampa del  denaro e di aver attivato una enorme speculazione da parte dei privati che erano parallelamente a lato dei governi e, in base ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare agli Stati il denaro occorrente.

Nell’opera fondamentale di Carlo Marx, il Capitale, viene riportata una critica sacrosanta che testualmente recita:” L’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche”. Quindi aveva compreso che vi era un nascente e sempre più stretto collegamento tra le banche di emissione ed il debito pubblico di un paese. E la data del 1694 diventa il momento storico in cui inizia il fantomatico signoraggio. In seguito il modello della Banca d’Inghilterra fu seguito in moltissimi paesi. Particolarmente interessante è l’istituzione negli Stati Uniti della riserva federale bancaria (Federal Reserve) per opera dei massoni Warburg, Rockefeller e Rothschild. Fu in quegli anni che Thomas Jefferson pubblicizza una sua dichiarazione, che conteneva questo concetto: “Se gli americani consentiranno mai a banche private di stampare il denaro dei cittadini stessi, giocando su inflazione e deflazione, le banche e le grandi imprese che cresceranno intorno ad esse priveranno il popolo delle sue proprietà, finché i figli si sveglieranno senza tetto nel territorio conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va assolutamente tolto alle banche e restituito al popolo al quale esso appartiene propriamente”.

Il signoraggio monetario (guadagno per la banca che stampa banconote) è la differenza tra il valore nominale della moneta e il suo costo di produzione. Poiché, come abbiamo visto in apertura di articolo, l’utile è spropositato, poiché le spese sono praticamente trascurabili, ne deriva di stretta conseguenza che si tratta di un’operazione finanziaria caratterizzata da utili mostruosamente elevati e che un manipolo di banchieri massoni hanno escogitato, diffondendo il sistema monetario basato sul debito e ottenendo così una serie di strategie sociopolitiche destinate a tenere incatenate e soggiogate miliardi di persone nel mondo.

Un’altra tappa fondamentale è stata quella di eliminare la convertibilità delle monete in oro (Nixon 15 Agosto 1971) che si era fino ad allora retta sugli accordi di Bretton Woods del 1944. Quindi il dollaro, moneta capofila nell’ambito finanziario mondiale, da quel momento non ha più avuto necessità di un controvalore in metallo prezioso.

Ma chi è questa società privata che si intasca il signoraggio? È la Banca centrale, sia che si chiami Federal Reserve, sia che si chiami Banca Centrale Europea. Queste banche sono assolutamente di ambito privatistico, perché sono costituite in percentuale, parliamo della BCE, dalle ex banche centrali dei vari paesi europei, le quali, a loro volta, sono costituite percentualmente da varie banche a carattere nazionale o locale. E quest’ultime sono di proprietà degli azionisti, cioè di privati.

Chiunque abbia tentato di porre rimedio a questo sistema monetario è stato eliminato in vari modi. Se ascoltiamo le tesi di Marco Saba, una serie di presidenti americani sono stati fatti fuori proprio per la questione monetaria: Harrison avvelenato, Taylor avvelenato, Lincoln sparato, Garfield avvelenato, McKinley sparato, Roosevelt avvelenato, Kennedy sparato. Particolarmente interessante è quest’ultimo caso: Kennedy nel 1963 ordinò al ministero del Tesoro di emettere 4 miliardi di dollari, che riportavano la dizione “United States Note” invece di quella” Federal Reserve Note” (Banca di emissione privata e massone). Dopo pochi mesi fu eliminato. Il suo successore Johnson ritirò in fretta e furia quelle banconote sostituendole con quelle private della Federal Reserve.

Che cosa possiamo fare, di fronte a questo stato di cose, noi comuni cittadini consumatori e pietre basilari della piramide del potere? Innanzitutto potremmo prendere conoscenza e coscienza dell’esistenza di questo spaventoso cartello bancario che sta facendo sprofondare volutamente l’intero pianeta in un baratro economico spaventoso, perché non c’è controllo più efficace sulle masse che quello di renderle povere e schiave, creando così una sproporzione galattica tra il potere di pochi e la situazione umana nei vari paesi. Questi pochi sono così potenti e talmente spietati che nessuno ha il coraggio di denunciare pubblicamente questa manovra rapinatoria. Voglio qui rendere omaggio a due personaggi eccezionali: il prof. Giacinto Auriti (che denunciò la truffa e fu promotore di una moneta alternativa chiamata Simec) e il procuratore generale della Repubblica Bruno Tarquini (che attaccò la Banca d’Italia a proposito di questo e di altri argomenti). Due voci coraggiose ma inascoltate da chi avrebbe dovuto farne tesoro.

Quale dei nostri politici ha mai parlato di questi argomenti? Quale giornalista ha osato fare opportune inchieste su questo stato di cose? Possibile che tutti i silenzi siano frutto dell’ignoranza di questa realtà?

Eppure se la moneta fosse, come sarebbe sacrosanto, proprietà dei cittadini, si potrebbe in larga misura abolire il sistema fiscale, proprio perché si passerebbe da una moneta (di proprietà di altri) basata sul debito a quella (di proprietà dei cittadini) basata sulla produzione e non ci sarebbe più necessità di indebitamenti a livello statale, nè ci sarebbe bisogno di Monti che è la longa manus della Banca Centrale e dei suoi favoreggiatori. Anche questo dovrebbe e dovrà essere uno dei corollari dell’indipendenza. Indipendenti da tante cose ed anche dalla schiavitù monetaria. Liberi cittadini che si autodeterminano e sono artefici diretti della loro vita e del futuro della società.

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