Si camuffano nelle “liste civiche” per far dimenticare il disastro partiti

di CLAUDIO PREVOSTI

Il prodotto che tira in politica adesso sono le liste civiche. Al crepuscolo della seconda Repubblica, i politici scoprono un nuovo movimentismo, lontano dai partiti e nelle intenzioni piu’ vicino ai cittadini: quello delle liste popolari, con l’intento di far dimenticare i partiti. Cosi’ l’uno dopo l’altro, dentro e fuori dal Palazzo, tutti sono tentati dal mollare i partiti e provare a mettere in piedi una lista civica. Dopo Montezemolo (a cui va riconosciuto il merito di aver iniziato in tempi non sospetti nel 2010) e dopo gli annunci del duo Casini-Fini e le ‘indiscrezioni’ di una imminente discesa nel campo ‘civico’ da parte di Berlusconi, tocca al ministro Corrado Passera smentire l’ipotesi della formazione di una sua lista. ”Nulla di tutto cio’. Se e quando decidero’ di proseguire in altro modo il mio impegno per il Paese lo diro’ con grande chiarezza”, si affretta a dire. Ma il sospetto e’ che la tentazione sia forte. Al punto che il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione, coglie la palla al balzo e lo invita a collaborare con i centristi: ”Venga con noi”. Casini e Fini, infatti, stanno continuando a lavorare alla loro lista ”Per l’Italia” di sostegno ad una eventuale candidatura di Monti o comunque strumentale a riportare il ‘professore’ a Palazzo Chigi nel 2013.

Al progetto dei due leader centristi, nelle intenzioni dei due promotori, parteciperanno esponenti di rilievo della societa’ civile. Per ora c’e’ l’adesione dell’ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Ma, forse, proprio la sua presenza ha frenato l’avvicinamento di Montezemolo, anche lui impegnato a sostenere il ritorno di Monti al governo. Lo stesso Passera nei giorni scorsi ha invitato a ”non tirare per la giacchetta” l’attuale premier. Segno che l’argomento e’ delicato. L’impressione e’ che, dato il crescente distacco degli elettori dai partiti (al minimo storico di gradimento secondo i sondaggi), si stia tentando di smarcarsi dalla ‘vecchia politica’. Un tentativo, tra l’altro, che mira a stoppare l’emorragia di voti verso il Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo.

Il dibattito e’ acceso anche nel centrodestra. L’ex ministro Giulio Tremonti ha lanciato la sua lista 3L – Lista Lavoro e Liberta’. Molti governatori (ad esempio Polverini, Caldoro, Scopelliti) alle scorse amministrative si erano candidati con una lista propria apparentata con il Pdl. E non e’ detto che questa esperienza non si ripeta. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo gli scandali che hanno investito la Regione Lazio, e’ stato chiaro: ”Forse non e’ il caso di presentarsi con il simbolo del Pdl”. L’idea, poi, rilanciata oggi di un election day, unendo amministrative, comunali e regionali, potrebbe prestare il fianco a liste civiche. Lo stesso Berlusconi nei mesi scorsi aveva valutato la possibilita’ di mettere fine al Pdl per puntare su liste locali. Meno attivo il centrosinistra nel quale nei mesi scorsi si era registrata soltanto l’ipotesi di rilanciare un movimento legato ai sindaci. Idea ripresa e sostenuta dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dell’idv che finora non sembra pero’ sfondare.

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