Vaccino. La Lombardia lascia indietro personale dei nidi e degli asili comunali e privati. Compresi precari e over 65

di Monica Rizzi –  Alla faccia delle pari opportunità.

 Per il personale della scuola arriva il vaccino Astrazeneca. Sono circa 200 mila le persone coinvolte da questa parte della campagna ma tra gli aventi diritto, a quanto pare, non ci sono i dipendenti dei nidi e degli asili. Incredibile ma vero.

Risulterebbero infatti esclusi il personale scolastico (docente e non docente) delle scuole paritarie, degli Istituti di Formazione Professionale, dei Servizi Educativi per l’infanzia pubblici e privati, dei Nidi d’Infanzia e i lavoratori con contratti precari. Loro dovranno aspettare. Anche se hanno più di 65 anni.
“Riteniamo molto grave che la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sia tutelata in modo differente in base al soggetto che eroga il servizio – scrivono in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil -, e che tutto il personale educativo dei servizi 0-6 anni, la cui utenza è anche priva di dispositivi individuali, non meriti pari trattamento». Anche le famiglie contestano la mancata priorità data al mondo dell’infanzia e dei nidi”.
Evidentemente ci sono lavoratori di serie A e di serie C.
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