LA CRISI EUROPEA DETERMINA ANCHE LA CRESCITA AMERICANA

di MANUEL GLAUCO MATETICH

Senza pause e senza fretta. Si potrebbe riassumere così l’obiettivo centrale della proposta di bilancio elaborata dalla Casa Bianca per l’esercizio fiscale americano del 2013. L’idea è di continuare a tagliare il deficit pubblico per cercare di contenere il debito in continua crescita, ma senza ostacolare troppo la ripresa economica, che riversa in una situazione stagnante negli Stati Uniti.

L’amministrazione Obama ha usato il bilancio come mezzo per stimolare l’economia, aumentando il gettito fiscale soprattutto nei confronti dei redditi più alti. Gli ultimi dati confermano che gli Stati Uniti ce la stanno facendo ad evitare uno scenario di recessione. Ma a differenza dell’Europa, Washington ritiene che un elevata politica di austerity possa risultare alla lunga anche controproducente.

La proposta avanzata in questi giorni dagli uffici governativi richiede l’autorizzazione a spendere 3.800 miliardi dollari a partire dal 1 ottobre di quest’anno fino al 30 settembre del 2013. In cambio, il disavanzo dovrebbe diminuire da 1.330 milioni previsto per l’anno in corso a 901 milioni di euro, che rispetto alle dimensioni dell’economia, sarebbe equivalente ad una riduzione dal 8,5% al 5,5% del PIL statunitense.

Il deterioramento dei conti pubblici, insieme alla depressione del mercato immobiliare e all’alto tasso di disoccupazione, è la sfida principale che la più grande potenza economica del mondo si pone, e segue inoltre con preoccupazione la crisi del debito sovrano in Europa. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, la settimana scorsa ha esortato i legislatori a fare qualcosa e ad intervenire a sostegno dei paesi europei a rischio default. La proiezione è che il disavanzo superi la cifra di 600.000 milioni di dollari all’anno nel prossimo decennio, tranne nel 2018, quando sarà di circa 575.000 milioni di dollari. La previsione è peggiore di quella che aveva affermato il presidente Obama all’incirca 4 mesi fa. L’indebitamento finanziario netto, invece, ammonterà a 18,7 miliardi nel 2021, pari al 76,5% del PIL. I numeri saranno sicuramente presi in considerazione dalle diverse agenzie di rating.

“Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per mantenere la ripresa economica in atto”, ha dichiarato Obama nella presentazione della nuova politica di bilancio che la sua amministrazione è decisa ad adottare. Ma il capo dell’autorità monetaria ha a lungo insistito sul fatto che questa manovra non propone un piano effettivamente credibile per ridurre la spesa pubblica. “La velocità con cui cresce il debito – ha ribadito Bernanke – è “insostenibile”.

Le previsioni di crescita pubblicate tre settimane fa dalla Federal Reserve, nella valutazione e nell’analisi della proposta di bilancio della Casa Bianca, presentano una visione economica più cauta, principalmente a causa della minaccia della crisi europea. Si prevede ancora che l’economia possa crescere circa del 3% tra il 2012 e il 2013 e raggiungere il 4% alla fine del 2014. La disoccupazione comunque scenderà pressappoco dall’8% al 6% tra il 2014 e il 2017.

 

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