UNIONE PADANA: PER NON DIVENTARE MINORANZA

di GIANLUCA MARCHI da Bergamo

Questa mattina a Bergamo si è riunita la prima assemblea provinciale dell’Unione Padana, il movimento nato di recente dalla fusione di alcuni gruppi come Lega Padana e Unione Padana Alpina. Presenti il segretario nazionale di Unione Padana, il bresciano Giulio Arrighini, e Giovanni Ongaro, “padre nobile” del movimento nella Bergamasca, entrambi ex parlamentari della Lega Nord nella prima metà degli anni 90, usciti dal Carroccio in polemica per il tradimento che Bossi ha operato rispetto a progetto iniziale.

Unione Padana ha mosso i suoi primi passi il 14 settembre scorso quando quattro ex parlamentari leghisti, Giulio Arrighini, Giovanni Ongaro, il brianzolo Francesco Formenti e il milanese Roberto Bernardelli, inscenarono una clamorosa protesta alla Camera quando, durante il dibattito sulla manovra finanziaria, srotolarono uno striscione che recitava: basta Lega, basta Roma, basta tasse. Successivamente si sono svolti a Bergamo un convegno sui dieci anni dalla scomparsa di Gianfranco Miglio e a Milano il congresso costitutivo che ha nominato Giulio Arrighini segretario e Roberto Bernardelli presidente.

Nell’assemblea di stamane è stato in particolare Ongaro a sottolineare il “tradimento” operato dalla Lega e da Umberto Bossi nei confronti degli ideali e dei sogni  alimentati e sintetizzati nella Padania indipendente, fino ad arrivare al punto che il Carroccio si è trasformato in quello che non avrebbe mai dovuto essere, cioè un partito romano al Nord.

Nel suo intervento il segretario nazionale Giulio Arrighini ha ricordato che la costituzione di Unione Padana, con la cancellazione del nome Lega, è un chiaro segnale volto a rompere qualsiasi legame e non essere confusi con un movimento che ha sperperato i “propri e i nostri ideali”. Il momento sembra particolarmente favorevole e infatti l’Unione Padana, in così poco tempo di vita e senza mezzi finanziari, oggi può già annoverare sezioni in tutte le province della Lombardia. Un risultato non da poco, ha sottolineato Arrighini, che oggi si compie con lo sbarco in provincia di Bergamo, una realtà fondamentale ma fino ad oggi impenetrabile. “Unione Padana – ha rimarcato il segretario – vuole essere il luogo di ritrovo e di identificazione di tutti coloro che credono negli ideali lombardi e padani, un baluardo contro il rischio sempre più incombente  di diventare una minoranza a casa nostra. Insomma, un movimento ento-nazionalista  che rappresenti i nostri ideali e i nostri interessi”.

L’assemblea ha infine proceduto alla nomina del direttivo e del segretario provinciale Riccardo Mazzoleni, che si è reso disponibile a dedicare parte del suo tempo a questa nuova sfida. Come ha ricordato Giovanni Ongaro nel suo intervento, siccome Unione Padana vuole muoversi nella totale trasparenza e onestà verso chi aderisce, la proposta della segreteria provinciale era stata fatta inizialmente a Cristiano Forte, ex segretario provinciale della Lega Nord fino al 2007, il quale ha declinato per motivi personali, pur rendendosi disponibile a occuparsi dei rapporti con la stampa del direttivo provinciale.

Nel suo intervento Mazzoleni ha detto chiaro e tondo di aver accettato l’incarico solo sapendo che “c’è Cristiano Forte con noi. Perché l’Unione Padana ha bisogno di gente di una certa esperienza: cosa succede con gli improvvisati lo abbiamo sotto gli occhi di tutti”. Una stoccata il neo segretario bergamasco l’ha lanciata verso il Carroccio: “Vi dò un’indiscrezione: loro ci chiamano la falsa Lega, in realtà i falsi e i traditori sono loro”.

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