UNIONE PADANA, DALLE ELEZIONI UN RISULTATO CONFORTANTE

di GIULIO ARRIGHINI

A distanza di quasi quindici giorni dal primo turno delle elezioni amministrative che hanno chiamato al voto numerosi comuni padani, possiamo registrare la grande quantità di movimenti autonomisti –indipendentisti  partecipanti alla competizione elettorale. Dobbiamo soprattutto registrare il silenzio assoluto da parte di tutti gli organi di informazione rispetto a questo, non irrilevante, fenomeno post Lega Nord, sia, come ho detto, in termini di quantità dei movimenti, sia in termini di risultati elettorali.

La diaspora leghista, figlia della consunzione del movimento e delle incalzanti vicende giudiziarie che lo riguardano hanno contribuito al proliferare di micro soggetti politici locali, ai quali va riconosciuto il merito di voler continuare a battersi per gli stessi ideali di libertà, oltre che il ruolo di contenitori di un elettorato altrimenti destinato alla dispersione irreversibile. Fra questi movimenti, l’Unione Padana , ha concorso con le proprie liste, nei comuni di Abbiategrasso, Castiglione delle Stiviere e Gerenzano a tenere alta la bandiera indipendentista con percentuali fra il 2 e 3.2 per cento.

Sono risultati in linea con il trend di altri movimenti autonomisti dell’area l’area padana. Risultati che riteniamo confortanti se consideriamo la grande massa di elettori astenutisi dal voto, l’ondata giudiziaria leghista che comprensibilmente comporta la  disillusione anche fra i più convinti sostenitori della causa, l’affermazione di movimenti riconducibili all’”antipolitica” (anche se politici tanto e  quanto gli altri ) la dimensione dei comuni ai quali l’ UP si è confrontata. Abbiategrasso conta piu’ di 30.000 abitanti, Castiglione circa 25.000 (è noto che l’affermazione elettorale è, in genere,  inversamente proporzionale alla dimensione dei centri urbani). Percentuali che alcuni partiti nazionali” italiani non hanno raggiunto, vedi l’esempio dell’UDC di Casini.

Soddisfacenti le alleanze con le liste civiche, quando queste sono state reali espressioni del territorio e delle comunità. Per il futuro ci piace pensare, dove possibile, ad alleanze fra liste autonomiste/indipendentiste e autenticamente civiche. Le premesse ci sono, a cominciare dal fatto che né l’Unione Padana, né altri movimenti fratelli hanno ottenuto risultati da prefisso telefonico. Speriamo che nel mondo dell’informazione qualcuno  se ne accorga, senza che gli si debba suggerire la notizia.

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