Una legge retroattiva toglie il lavoro ai tecnici di radiologia e della riabilitazione

di Alessandro Corlazzoli*  -Tutti i giorni assistiamo dopo l’evento Covid 19 a forti proclami  da parte della politica, la quale cavalcando l’ onda della disperazione e dell’ incertezza del futuro di molti lavoratori tocca temi inerenti la formazione, la lotta contro la disoccupazione e la giustizia.

Voglio porre alla vostra attenzione, un problema che ha bisogno di un atto di coraggio e celerita’.

Mi accingo a descrivere quest’ odissea in modo che si possa comprendere la situazione, in cui riversano alcuni professionisti dell’ Area Sanitaria dopo l’ istituzione della legge 145/2018 e la sua applicazione con il Dm 9 agosto 2019.

Per coloro che fossero a digiuno della materia alcuni professionisti sanitari, legalmente diplomati in Istituti di Formazione riconosciuti dallo Stato alla data del 30 giugno 2020 non potranno piu’ prestare la propria opera ( il loro lavoro) a causa di una norma retroattiva, che prevede per questi professionisti possessori di 36 mesi lavorativi documentabili svolti nell’arco dell’ ultimo decennio conseguiti alla data del 31/12/2018, la possibilita’ d’ iscrizione ad elenchi speciali da collocarsi nell’ ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche e della riabilitazione (tsrm).

Esistono alcune criticità a tal riguardo:

L’ abrogazione di una legge comporta il rispetto dell’ articolo 15 delle preleggi!

Tale provvedimento esige, un periodo transitorio dove vi sia un adeguamento tra il trascorso normativo e la nuova disposizione!!

Vi sono presupposti per una serie di violazioni degli articoli della Costituzione !

Ci teniamo a sottolineare che alcune categorie di questi professionisti hanno denunciato quanto accaduto e diversi professionisti sono giunti persino a  sostenere alcune udienze presso il Tar Lazio,vi saranno ulteriori udienze per salvaguardare il diritto al proprio lavoro e nel caso degli studenti, riconosciuto il proprio iter formativo,preventivamente autorizzato.

Dopo quanto accaduto, a causa del terribile Covid 19, credo sia doveroso trovare una soluzione che possa tutelare tutte queste persone, perche’ purtroppo al 30 giugno ( termine previsto per l’ iscrizione agli elenchi speciali), si vedranno maggiormente incrementati i ricorsi per la tutela dei diritti degli interessati !

Con molta semplicita’ si chiede che venga creata una norma di salvaguardia per i tutti i professionisti formati, che alla data del 31/12/2018 non erano possessori dei 36 mesi citati nel dm 9 Agosto 2019, e per gli studenti iscritti a i relativi corsi iniziati anch’essi alla data del 31/12/2018, o i corsi autorizzati in quella data.

Per semplificare il tutto, e’ sufficiente permettere a queste persone di poterli maturare lavorando!

Mi e’ difficile comprendere come da un lato si possa parlare di aggiornamento professionale estendendo un contratto collettivo di categoria per una regione a statuto speciale, a livello nazionale,  dove e’ prevista la riqualificazione di vecchi titoli Sanitari ,e dall’ altro con un atto indiscriminato, si  cancellano migliaia di posti di lavoro.

Molti professionisti, sono consapevoli della necessita’ di migliorare le loro competenze professionali e sono disponibili a intraprendere un percorso di Riqualificazione del proprio titolo, e ricordiamo  come alcuni di essi posseggono addirittura titoli Universitari.

Perche’ quindi non permettere loro di riqualificarsi ?

Le norme vigenti prevedono  bandi per l’ accesso ad anni superiori al primo qualora ci fossero disponibilità’ di posti presso le Universita’.

Ci tengo a sottolineare come esista  un accordo attualmente vigente, tra il Corpo della Guardia di Finanza, e il Ministero dell’ Istruzione e Ricerca Universitaria (MIUR), che prevede una riqualificazione di Marescialli impiegati nel corpo specifico, gia’ possessori di un altro titolo universitario.

In sostanza non si chiede altro che poter proseguire nel proprio lavoro, e la disponibilità di potersi riqualificare in percorsi legali , erogati in Università con caratteristiche specifiche per studenti lavoratori !

Vi e’ inoltre l’ incongruenza del Governo nell’ avere creato da un lato il Reddito di cittadinanza, come misura politica attiva’ al contrasto della poverta’ e alla disuguaglianza sociale , che si associa a un percorso di reinserimento lavorativo, e la contrapposizione a far cessare la propria attivita’ lavorativa a migliaia di persone. Nuovamente, l’ annullamento di un titolo scolastico e’ in contrapposizione con la lotta all’ abbandono degli studi dei giovani, al fenomeno dei Neet, al basso livello procapite di persone in possesso di titolo di Laurea nel nostro paese. Bisogna anche ricordare che la stessa comunità Europea sta’ sanzionando l’Italia perche’ non sta’ omologando i titoli di studio al percorso comunitario , e non ultimo esisterebbero fondi per la riqualificazione di tutti queste persone che posseggono questi titoli. Ricordiamoci che siamo una popolazione che invecchia, ed e’ necessario il personale sanitario in genere, e cosi facendo non solo non combattiamo la cosiddetta fuga dei camici bianchi, ma qualora rimangano questi professionisti, li uccidiamo noi !

Nuovamente mi immedesimo in  tutti quei genitori che hanno investito i propri risparmi per poter permettere ai figli di formarsi attraverso lo studio in quegli Istituti legalmente riconosciuti, i quali hanno avuto l’ avvallo dello Stato per poterli erogare, i loro sacrifici nella speranza di un futuro onesto, e che con questo decreto vedranno catapultare migliaia di persone in una situazione di estrema difficolta’ che si ripercuoteranno in tutti gli aspetti della vita umana.
*Componente direttivo Grande Nord Bassa Padana
Foto di Cara Shelton

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