Un veloce passaggio sull’autonomia differenziata. Bernardelli: Non basta, presidente

di Roberto Bernardelli – L’autonomia differenziata? Un passaggio vago e disperso nel lungo intervento della premier Giorgia Meloni. Subito seguito dalla preoccupazione di salvare il Sud e di fare di Roma Capitale l’ombelico del mondo italico per quanto riguarda gli aiuti. I Comuni? Massì ci sono anche quelli. In montagna, dispersi, periferia eterna dell’impero…

Ecco il passaggio.

“Parallelamente alla riforma presidenziale, intendiamo dare seguito al processo virtuoso di autonomia differenziata già avviato da diverse regioni italiane secondo il dettato costituzionale e in attuazione dei principi di sussidiarietà e solidarietà, in un quadro di coesione nazionale. Per la provincia di Bolzano tratteremo del ripristino degli standard di autonomia che nel 1992 hanno portato al rilascio della quietanza liberatoria ONU. È nostra intenzione completare il processo per dare a Roma Capitale i poteri e le risorse che competono a una grande capitale europea e dare nuova centralità ai nostri comuni. Perché ogni campanile, ogni borgo è un pezzo della nostra identità da difendere. Penso in particolare a quelli che si trovano nelle aree interne, nelle zone montane e nelle terre alte, che hanno bisogno di uno Stato alleato per favorire la residenzialità e combattere lo spopolamento”.

Caro presidente, dopo 5 anni di nulla di fatto sull’autonomia, con un vicepremier che l’ha sempre fatta facile sull’autonomia pronta subito come la polenta che si cucina in 5 minuti, ora attendiamo di vedere cosa potrà partorire il governo. Carta canta.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

 

Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

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