Un tetto agli stranieri, perché la Svizzera tentenna dopo il referendum?

di BRUNO DETASSISlavorosvizzera

Di solito gli svizzeri sono tutti d’un pezzo. E suona davvero strano che ad un anno dal referendum del 9 febbraio 2014, siano ancora dubbiosi sul tetto, sul contingentamento degli ingressi extracomunitari a casa loro. Che è accaduto? C’è chi addirittura pensa ad un ritorno alle urne, il che saprebbe davvero di politica italiana… Fatto sta che anche la tv per capirci qualcosa ha deciso di aprire ad un confronto tra le parti. Tanto che il Corriere del Ticino ha organizzato una serata dal tema  “Il 9 febbraio, un anno dopo”, che sarà affrontato dal programma “Piazza elezioni “: in studio, moderati da Gianni Righinetti, il consigliere di Stato del PS Manuele Bertoli e i candidati al Governo Sergio Savoia (Verdi), Nicola Pini (PLR), Fabio Regazzi (PPD), Gabriele Pinoja (La Destra) e Daniele Caverzasio (Lega). Mentre si attende la mossa del Consiglio federale sui contingenti, si moltiplicano gli interrogativi. C’è chi ritiene che una nuova votazione s’imponga e chi ritiene che la volontà popolare sia già chiara, commenta il quotidiano.

Non va dimenticato che lo scorso anno la Svizzera ha avviato anche un processo per cambiare il testo dell’inno nazionale, considerato troppo identitario e legato alle radici cristiane. Viene da dire che… non c’è più la Svizzera di una volta…

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