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Un sogno: processare la Fornero, destituire Monti dal Senato

di MARCELLO RICCI fornero 11
Ho fatto un sogno: la Fornero era a processo per la sua legge, per gli esodati e per aver bloccato le pensioni. Monti era stato cacciato dal Senato per aver concesso alla Fornero di fare una legge sulla pelle dei lavoratori. Poi mi sono svegliato e ho letto che la Corte  Costituzionale con la  sentenza n. 70 del 2015 aveva bocciato la norma della legge Fornero  per il blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori  a 2,8 volte l’assegno sociale.
Di che si parla?
Le somme da restituire ai pensionati derubati hanno effetti pesanti per i conti pubblici perché lo Stato dovrà pagare tra i 5 ed i 10 miliardi di euro. La famigerata riforma delle pensioni Fornero”, al lume di quanto stabilito dalla Consulta, può essere qualificato, come atto criminale, verso i pensionati  e verso lo stato. Ai pensionati è stato sottratto in parte l’assegno previdenziale e allo Stato è stata creata una confusione contabile devastante. Il bilancio statale in virtù di detta ‘rapina’ ha avuto  la disponibilità di vari miliardi che ora  dovrà restituire e non sa come. L’autrice del disastro è a casa, esonerata da ogni responsabilità così come il suo complice Monti, il presuntuoso che sale e non scende, che nel ruolo improprio di  Presidente del Consiglio, le fu complice.  Ogni manovra per eludere la sentenza dell’Alta Corte, sarebbe un evidente attentato all’attuale ordinamento giuridico.
Come rimediare e come punire?
Nel mio sogno la Fornero  veniva processata e i capi d’imputazione erano vari: abuso di posizione dominante, furto con destrezza, danno erariale per manifesta incapacità e oltre che  rispondere personalmente  economicamente del danno.  Il senatore a vita Monti nel veniva a sua volta chiamato in causa per rispondere solidalmente con la Fornero,  veniva rimosso dal   Senato perché come presidente del Consiglio era stato partecipe dei guai commessi da un suo ministro.
Cosa accade in realtà?
I cittadini o meglio i pensionati danneggiati, ove il governo non provveda al rimborso del furto, hanno la possibilità o meglio il diritto di calcolare (magari in difetto) il credito e portarlo in detrazione con l’ Unico o il “730” in scadenza.
La compensazione fiscale dei crediti è atto di civiltà tributaria. Certamente  resta il ‘buco di bilancio ’ da colmare. Sarà sufficiente, per colmarlo,  non spendere più un centesimo per coccolare  i clandestini che abbandonano  un continente ricco, ma sfruttato dalle multinazionali,  per invadere e gravare sull’Italia che vive momenti di grande difficoltà.
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