Un piano per salvare le imprese ambrosiane

Sostegni “piu’ corposi” da parte dello Stato, un’accelerazione della campagna vaccinale e un crono programma per le riaperture e la ripartenza perche’ “le imprese non possono piu’ aspettare”. Sono queste, in sintesi, le richieste portate avanti da Confesercenti Milano e dal suo presidente, Andrea Painini, che questo pomeriggio ha incontrato il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il prefetto Renato Saccone in tre distinti incontri, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa dalla categoria, ‘Portiamo le imprese fuori dalla pandemia’. La delegazione ha consegnato al sindaco un documento che spiega le ragioni della protesta e della campagna di sensibilizzazione, rivolta alle istituzioni e all’opinione pubblica, per dare voce alle necessita’ e alle richieste “sempre piu’ urgenti” delle attivita’ del commercio al dettaglio, dei pubblici esercizi e del commercio su area pubblica. “Le imprese non possono piu’ aspettare, questa situazione di chiusure sta portando al rischio che salti la coesione sociale – ha spiegato Painini -. Alle imprese serve liquidita’, ma anche un crono programma di lungo respiro per poter ripartire dopo l’emergenza, invece siamo in una situazione di grande confusione”.

“Auspichiamo che le nostre proposte non restino inascoltate, in modo che le imprese possano ripartire. In Lombardia si parla di perdite fino a 12 milioni di euro al giorno e di oltre 4 milioni di euro al giorno nella sola citta’ metropolitana di Milano”, ha aggiunto. Inoltre secondo Painini sui provvedimenti relativi alle chiusure non c’e’ “linearita’ perche’ gli operatori su area pubblica”, gli ambulanti che lavorano all’aperto, “non possono vendere determinate merci che pero’ la grande distribuzione vende e questo diventa un elemento di frustrazione per i commercianti”.

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