“UN NUOVO PROGETTO PER LA SALUTE MENTALE”: LETTERA AI CANDIDATI DEL VENETO

Portare la salute mentale al centro del dibattito politico e’ necessario e urgente. Un appello in questa direzione arriva ai candidati Presidente alle prossime elezioni regionali da parte del Coordinamento veneto per la salute mentale, che riunisce in modo trasversale i diversi attori coinvolti sul campo: medici psichiatri, neuropsichiatri, infermieri, psicologi, impegnati in tutti i settori dell’assistenza alla salute mentale della comunita’, ma anche associazioni di volontariato e cooperative sociali, associazioni di familiari e di utenti. In vista delle prossime elezioni, dunque, il SaMeVe segnala “con forza la necessita’ di ripartire con un piano d’investimento serio, che sappia dare la giusta priorita’ alla salute mentale” e indica i passi necessari: dalla necessita’ di salvaguardare e rafforzare la rete dei servizi territoriali per i soggetti fragili ovvero giovani, anziani, persone con problemi di dipendenza, disabilita’ e psichiatrici e dei Dipartimenti di Salute mentale, a quella di un percorso condiviso e partecipato per definire insieme un nuovo progetto obiettivo per la salute mentale (in termini anche di strumenti operativi, condizioni organizzative, modalita’ di finanziamento, integrazione sociosanitaria); dalla formazione degli specialisti (di cui si va intensificando la carenza, rispetto alla richiesta) all’investimento sulle risorse umane; dal supporto alle famiglie, che troppo spesso non trovano l’aiuto necessario, alla sensibilizzazione dei cittadini sul tema del disagio psichico (argomento tutt’oggi ancorato a un tabu’ che genera diffidenza) fino alla promozione di una grande campagna regionale contro stigma e pregiudizi.

Sono ben oltre 100mila (piu’ del 2% dell’intera popolazione veneta) le persone che presentano problemi di rilievo nell’ambito della salute mentale e sono in carico ai servizi delle aziende sociosanitarie regionali. A questo numero approssimativo ricorda il coordinamento vanno aggiunti, e non sono facilmente calcolabili, tutti coloro che sfuggono alle statistiche, o perche’ si rivolgono a specialisti privati o perche’ non hanno alcun aiuto.

Ancora, “nel calcolo andrebbero incluse le famiglie che, specialmente nel caso di giovani o anziani sono dirette protagoniste delle problematiche dei loro congiunti”. “La pandemia – si legge – non ha fatto che acuire le situazioni piu’ difficili e far precipitare gli equilibri piu’ precari: secondo previsioni della Societa’ Italiana di Psichiatria, a seguito della pandemia e della crisi sociale vi sara’ un importante aumento, fino al 30%, di accessi ai Centri di salute mentale”. Ai candidati, a cui in questi giorni e’ stato inviato il documento, che raccoglie le proprie proposte, il coordinamento ha assicurato la disponibilita’ ad approfondire e a lavorare insieme. (www.redattoresociale.it)

 

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