UNA CONVENTION DI INDIPENDENTISTI E AUTONOMISTI

di GIANLUCA MARCHI

Oggi L’Indipendenza compie un mese di vita. Sono trascorsi appena trenta giorni, che ci sono volati sotto il naso quasi senza accorgerci, tanto siamo stati presi nell’ingranaggio entusiasmante di questa esperienza, e possiamo dire, con una punta di soddisfazione, ma senza gonfiarci troppo il petto, che questo giornale online sembra essere già grandicello. I numeri, che abbiamo voluto fossero trasparenti affinché tutti, amici e non, potessero e possano verificarli, ci dicono che siamo cresciuti in fretta: a ieri sera i visitatori unici hanno superato il numero di 167 mila, mentre le pagine hanno oltrepassato il traguardo del mezzo milione. Questi sono i due numeri che, in un giornale online, comprovano l’apprezzamento di chi naviga e gli esperti mi dicono che c’è da baciarsi i gomiti. Essendo ormai un giornalista “datato”, anche se aduso ad ogni esperienza, prendo atto un poco attonito di queste “sviolinate”, ne sono intimamente contento, ma non lo do troppo a vedere, perché penso che noi esecutori di questo giornale e voi fruitori del prodotto possiamo e dobbiamo andare ben oltre. C’è davanti a noi una prateria da percorrere e se lo sapremo fare mantenendo la nostra intrinseca libertà, oltre che la professionalità che cerchiamo di metterci tutti i giorni, i traguardi potranno essere sempre più elevati. Noi ci mettiamo tutto lo sforzo possibile, ma abbiamo bisogno una mano consistente da tutti voi, affinché L’Indipendenza venga sempre più conosciuta e sollevi la curiosità delle persone che ancora ne ignorano l’esistenza, ma che potrebbero apprezzare ciò che scriviamo. Insomma, chiedo a ciascuno di voi di essere nostro “messaggero”. E poi, a costo di passare per noioso e ossessivo, chiedo a coloro che ci apprezzano e che non l’hanno ancora fatto, sempre che sia nelle loro possibilità, di darci un segnale concreto di vicinanza aderendo a una delle diverse forme di sottoscrizione che trovate illustrate qui a fianco: già un centinaio di persone hanno ritenuto di compiere questo gesto, ma per garantirci almeno un anno di vita abbiamo bisogno che questo numero cresca e di parecchio.

Ma L’Indipendenza è nata anche e soprattutto per guardare avanti, per essere un punto di confronto e di raccordo fra tutte le persone e i movimenti che credono nell’autonomia e nell’indipendenza delle rispettive comunità, nell’assoluto rispetto del principio dell’autodeterminazione dei popoli. E noi intendiamo svolgere attivamente questo ruolo, non limitandoci a essere un “giornale” (consentiteci di non ripetere sempre giornale online, perché mi sembra quasi una diminutio: siamo un giornale punto), ma vestendo anche i panni del propulsore, dello strumento che possa aiutare tutti gli indipendentisti e gli autonomisti a conoscersi, a parlare fra loro, a discutere, persino a litigare, ma poi a trovare un terreno dove possano mettere insieme le loro forze, ognuno con la propria specificità e ognuno con la propria diversità, per cercare di ottenere il risultato finale.

Perciò la mia proposta è quella di convocare, possibilmente prima dell’estate, una “convention dei movimenti autonomisti e indipendentisti” che agiscono e operano al Nord, al Centro e al Sud della penisola. Un appuntamento che sia un momento di confronto di tutto ciò che si muove in questo ambito. Sia chiaro da subito per non ingenerare equivoci: una iniziativa del genere non vuole assolutamente essere il tentativo di mettere un cappello unico su una realtà variegata, dove ogni soggetto è giustamente molto geloso della propria autonomia e della propria indipendenza. Dio ci scampi e liberi da un progetto egemonico, i cui risultati stanno sotto gli occhi di tutti. No. Sono convinto che i vari soggetti di questo mondo debbano conoscersi e parlarsi per trovare un “minimo comun denominatore” attraverso il quale si possa intraprendere il percorso volto a scardinare questo Stato marcio e decotto. Marciare divisi per colpire uniti, se mi è consentita la licenza. La richiesta dei referendum per l’indipendenza sulla quale alcuni movimenti si stanno già impegnando potrebbe essere una strada. Ma potrebbero esserne individuate altre.

Io immagino i tanti movimenti, piccoli o piccolissimi che siano, sparsi per la penisola come altrettante “mine” pronte a brillare contemporaneamente per far crollare i malconci piloni che reggono questo Stato ancora più malconcio. Vaneggio? Voglio credere di no. E allora chiedo ai dirigenti di tutti i movimenti autonomisti e indipendentisti che leggono queste note di farsi avanti, di esprimere il loro pensiero al riguardo, di contattarmi direttamente (trovate nella home page tutti i riferimenti) e se l’idea qui avanzata troverà il loro consenso, allora ci impegneremo tutti per organizzare una “convention” che segni un nuovo inizio. Vedete, la testimonianza è un nobile e rispettabile esercizio, ma difficilmente porta a reali cambiamenti. Questi si innescano se ci si sporca le mani, perché L’Indipendenza non te la regala nessuno. E neppure la Libertà.

PS. Ai nostri lettori chiediamo, nel sondaggio che trovano nella colonna a destra della home page, se i diversi movimenti debbano confrontarsi e parlarsi per perseguire un obiettivo comune oppure se ognuno deve andare per la propria strada e sia quel che sia.

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