UN ITALIANO SU QUATTRO E’ POVERO E NON PAGA IMPOSTE

di REDAZIONE

Un italiano su quattro presenta una dichiarazione Irpef che lo esenta dal pagare le imposte, perchè troppo povero o che hanno detrazioni che consentono di azzerare l’imposta lorda. È quanto emerge dai dati del Mef, relativi alle dichiarazioni dei redditi Irpef 2011. Nel 2010 i contribuenti sono stati più di 41,5 milioni, in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+0,06%). I soggetti che dichiarano un’imposta netta Irpef sono 30.897.194 (il 74% del totale contribuenti), per un ammontare pari a 149,4 mld di euro (in crescita del 2% rispetto all’anno precedente) ed un valore medio di 4.840 euro. Più di 10,6 milioni di contribuenti, secondo i dati del ministero dell’Economia, hanno imposta netta pari a zero: «si tratta, ad esempio, di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle fasce di esonero oppure di coloro che fanno valere detrazioni tali da azzerare l’imposta lorda».

Le detrazioni e deduzioni Irpef ammontano a 50 miliardi di euro, nel 2010. È quanto emerge dai dati del Mef, relativi alle dichiarazioni dei redditi Irpef 2011. In particolare gli oneri deducibili sono stati pari a circa 22 miliardi di euro, evidenziano un complessivo incremento, sull’anno precedente, di circa lo 0,9%. Le detrazioni al 19%, invece, sono state pari a 28 miliardi di euro, con un incremento dello 0,6% annuo. Nel 2010 si è registrato un buon incremento dell’ammontare dei contributi servizi domestici e familiari (+ 31,5%) e dei versamenti per la previdenza complementare (+ 16,7%). Il numero dei contribuenti (+18.000 circa) che ha sostenuto spese per addetti all’assistenza personale (badanti), con un incremento del 21,8% dell’ammontare totale di tali spese. Una contrazione si è avuta nelle erogazioni a favore di istituzioni religiose (-3,5%). Quasi un milione di contribuenti (915 mila) ha effettuato nel 2010 erogazioni liberali a favore delle Onlus. L’analisi delle componenti mette in evidenza la consistente diminuzione delle spese sostenute per interessi passivi relativi a mutui (per prima casa, ristrutturazioni etc.) ad esempio, gli oneri relativi a mutuo recupero edilizio si sono ridotti di un 28%). Il fenomeno, si spiega, «appare influenzato sia dalle minori concessioni di nuovi mutui da parte degli istituti di credito a seguito della crisi economico-finanziaria, sia dall’accordo per la sospensione delle rate dei mutui». Per quanto riguarda gli oneri detraibili al 55% e al 36% si evidenzia il forte aumento delle spese per la riqualificazione energetica (+23%) e delle spese per il recupero edilizio (+12%).

Le dichiarazioni Irpef sono state più di 41,5 milioni, in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+0,06%) in cui si era verificata una contrazione dei contribuenti Irpef. L’incremento di oltre 24.000 contribuenti Irpef ha interessato, da un punto di vista anagrafico, i soggetti con età superiore a 45 anni (+0,8% rispetto al 2009). Analizzando la distribuzione dei contribuenti per livello di reddito, le variazioni rispetto agli anni precedenti sono minime: in particolare, si evidenzia che il 48,80% (20,3 milioni di soggetti) dichiara redditi Irpef inferiori a 15.000 euro l’anno e il 41,09% (più di 17 milioni) dichiara redditi tra 15.000 e 35.000 euro. In totale circa il 90% dei contribuenti dichiara meno di 35.000 euro e solo lo 0,07% dichiara redditi maggiori di 300.000 euro: il reddito dei soggetti di questa classe è composto prevalentemente da redditi da lavoro dipendente (43,9%), da lavoro autonomo (20,8%), reddito da partecipazione (15,7%), redditi da pensione (3,3%), fabbricati (3,2%) e redditi d’impresa in regime di contabilità ordinaria (2,7%). Secondo i dati del Mef si registra una contrazione delle classi di reddito complessivo più basse (da 5.000 a 20.000 euro) ed un incremento nelle classi di reddito superiori a 20.000 euro, presumibilmente attribuibile alla ripresa economica. Si assiste anche ad un aumento della classe ‘fino a 5.000 eurò. L’analisi territoriale mostra che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (22.710 euro), seguita dal Lazio (21.720 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 13.970 euro.

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