Un film già visto. Allarme in Croazia per il caroprezzi con l’arrivo dell’euro

Il doppio, da una parte. Il dimezzamento, dall’altra. In Italia l’arrivo dell’euro portò al dimezzamento del potere d’acquisto e al raddoppio dei prezzi. Un film visto e subito e che ora sembra toccare anche il destino della Croazia, da poco nell’unione monetaria europea. I commercianti croati sono stati criticati dagli acquirenti e da alcuni gruppi di tutela dei consumatori per il presunto aumento dei prezzi. Dopo il passaggio, avvenuto il 1° gennaio, i commercianti croati sono stati accusati di arrotondare i prezzi verso l’alto per aumentare i profitti, invece di attenersi al tasso di conversione di 7,5 a 1, fissato tra la vecchia valuta nazionale del Paese, la kuna, e l’euro.

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La Croazia è entrata nell’UE nel 2013, l’ultima volta che il blocco ha ammesso un nuovo Paese membro. Per adottare l’euro, il Paese ha dovuto soddisfare una serie di condizioni economiche rigorose, tra cui un tasso di cambio stabile, un’inflazione controllata e una spesa pubblica robusta.

Ma i consumatori non sembrano essere rassicurati.

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