Ucraina: se la svolta federalista non piace agli organismi internazionali

di GIORGIO CALABRESI

Quando gli organismi internazionali interferiscono nelle scelte dei popoli e degli stati… Una svolta in chiave federalista in Ucraina sarebbe «controproducente» perchè «ci sono interferenze esterne» e quindi per venire incontro alle richieste di maggiore autonomia provenienti dalle regioni orientali «è meglio parlare di decentramento». Lo ha sostenuto il segretario generale dell’Osce Lamberto Zannier, ieri a Kiev. Parlando di «interferenze esterne», Zannier si riferisce evidentemente alle insistenze russe perchè l’Ucraina adotti una riforma costituzionale che la trasformi in uno Stato federale, un’opzione che le nuove autorità di Kiev hanno però bocciato sin da subito, pur dicendosi disponibili ad ampliare i poteri degli enti locali.

Anche il premier ucraino Arseni Iatseniuk durante la visita di ieri a Donetsk, un’importante città dell’Est dove i separatisti filorussi tengono in pugno da domenica il palazzo dell’amministrazione regionale, si è detto disposto a concedere maggiore autonomia ai poteri locali, anche se non è ancora chiaro in che modo. Zannier, dal canto suo, pensa che «il dibattito sul federalismo a questo punto è diventato troppo complicato perchè c’è una disputa ormai all’esterno dell’Ucraina, con visioni molto diverse del federalismo». Il rischio, secondo il segretario generale dell’Osce, è che il federalismo possa «venire interpretato come la libertà di diverse regioni di gestire in maniera indipendente i rapporti con il vicinato dell’Ucraina» e bisogna invece «evitare che il Paese si spacchi sulle relazioni con i propri vicini». Zannier sottolinea quindi che per definire il futuro assetto costituzionale della repubblica ex sovietica «bisogna far partire un tavolo che sia inclusivo e metta d’accordo i rappresentanti di tutte le regioni» in modo da «rilanciare un dibattito con le comunità delle regioni dell’Est».

Sulla decisione presa dall’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di sospendere il diritto al voto dei rappresentanti russi per sanzionare le azioni di Mosca in Ucraina, Zannier non si sbottona, ma non nasconde neanche che «sono decisioni che vanno nella direzione di un isolamento internazionale della Russia. Noi dell’Osce – spiega – in realtà stiamo andando nella direzione opposta perchè abbiamo invitato a Vienna un gruppo di parlamentari che sono rappresentanti russi ed ucraini dell’assemblea parlamentare dell’Osce per un confronto diretto» sulla crisi ucraina e sull’annessione della Crimea alla Russia. «A Strasburgo – conclude – è prevalsa la politica dell’isolamento, mentre a Vienna cerchiano invece ancora di lavorare sulla ricerca di soluzioni per ridurre l’impatto della crisi».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Salvini: tra due anni sarò sindaco di Milano, è il mio sogno nel cassetto

Articolo successivo

Imprenditore veneto non paga le tasse dal 2008: non riconosco più lo stato italiano