Ucraina, ex ministro esorta dimostranti ad armarsi di mazze

di REDAZIONE

L’ex ministro dell’Interno del governo Timoshenko, Iuri Lutsenko, ha esortato i manifestanti antigovernativi ad armarsi “di mazze da baseball e caschi” e unirsi ai gruppi di “autodifesa” di Maidan, le unità che fanno da guardia a piazza Indipendenza e agli edifici occupati dai dimostranti. “Le nostre idee – ha detto poi Lutsenko – diverranno più forti dei proiettili, degli scudi, della polizia e di qualunque altra cosa”.

Dall’ucraino Lutsenko è passato poi al russo per rivolgersi agli abitanti dell’est russofono del Paese, dove il presidente Viktor Ianukovich ha il suo feudo elettorale: “Ehi, est, sveglia – ha urlato-! L’Ucraina orientale deve alzarsi, e allora diremo insieme: Gloria all’Ucraina!”

Circa 60 mila persone si sono riunite oggi in Maidan Nezalezhnosti, la piazza Indipendenza nel centro di Kiev da circa due mesi e mezzo cuore delle proteste europeiste e antigovernative. Lo ha constatato l’ANSA sul posto. I manifestanti continuano comunque ad affluire verso la piazza. Sul palco in piazza sono presenti i principali leader dell’opposizione parlamentare. La manifestazione è iniziata con l’inno nazionale ucraino, cantato come sempre con partecipazione dalla folla. Agli ingressi delle barricate innalzate a difesa della piazza già a inizio dicembre sono presenti i soliti ambulanti che vendono bandiere ucraine, sciarpe con i colori nazionali o rosse e nere come la bandiera dell’Upa, l’Armata Insurrezionale d’Ucraina che inizialmente appoggiò l’invasore nazista durante la Seconda guerra mondiale, e da qualche settimana anche passamontagna.

E proprio Upa si chiama uno dei tanti gruppi paramilitari nazionalisti presenti a Maidan e dintorni, uno dei suoi militanti, sui vent’anni, oltre alla mimetica e a quello che sembra un giubbotto anti-proiettili, ha con sé anche una pistola, e dice di essere pronto a usarla e a “morire combattendo se necessario”. “Siamo qui per dare un futuro migliore ai nostri figli – dice un altro paramilitare, sui quarant’anni -, noi non siamo fascisti: i fascisti sono quelli al governo che hanno represso le manifestazioni pacifiche con i manganelli. La Rivoluzione è l’unico modo per mandare a casa ‘Bandukovich’ (uno dei tanti modi in cui gli antigovernativi chiamano il presidente Viktor Ianukovich: un ‘bandito’ secondo loro)”. Tra i manifestanti pacifici in piazza Indipendenza c’è preoccupazione per l’incontro di venerdì sera tra Putin e Ianukovich del quale non è trapelato praticamente nulla. “Un pessimo segno – sostiene Igor, sulla cinquantina -, per il governo russo noi siamo tutti fuorilegge e fascisti, e il Cremlino se potesse manderebbe qui i carri armati per riportare l’Ucraina sotto il suo controllo”. Secondo Lena, 25 anni, Mosca vuole far pressione sugli “oligarchi che proteggono e controllano Ianukovich” e per questo è tornata a bloccare le importazioni di alcuni prodotti: “è un primo avvertimento”, sostiene.

 

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