Ucraina e guerra, l’indipendenza nello stato più grande d’Europa dopo la Russia

di BENEDETTA BAIOCCHIucraina

La pace è appesa ad un filo di ragnatela. Elastico, ma non eterno. Sul vertice di Minsk per scongiurare una presa di posizione militare degli Usa e dell’Europa, che Obama vuole dentro la conflitto, Putin ha risposto così: “L’incontro potrà avere luogo solo e soltanto se verranno concordate le posizioni su alcune questioni”.

Quali? Accettare un mondo bipolare, con l’America non più unica mattatrice, o un mondo invece “unipolare”? Il vicepresidente americano Joe Biden, nelle scorse ore,ha dichiarato che la via della guerra non è percorribile.

Poi però non manca di far sapere che gli Usa daranno “Assistenza alla sicurezza”.

La questione è nota e le versioni sono due: è Putin ad aver prevaricato o è legittimo che i russi indipendentisti vogliano tornare con Mosca?

Per l’Europa e gli Usa è Putin che prevarica, e sono scattate le sanzioni. Per Putin è esattamente l’opposto. Si tratta di rispettare l’autodeterminazione dei popoli, nessuno vuole riportare tutta l’Ucraina dentro la madre Russia.

Di certo, ci sono le sottovalutazioni dell’Europa. Analfabeta. Al riguardo riproponiamo la lettura offerta dal prof. Reguzzoni sul nostro giornale: http://www.lindipendenzanuova.com/sanzioni-contro-russia-violazione-trattati/

 

Utile anche uno sguardo a Panorama: “…dopo la caduta del Muro l’Ucraina dichiara la sua indipendenza, la Crimea si risveglia e chiede di sganciarsi da Kiev per seguire Mosca. Nel 1992 viene firmato un accordo che sancisce lostatus della Penisola come una regione autonoma dell’Ucraina. Autonoma, ma non indipendente. Eppure, la maggioranza della popolazione della Crimea è russa e il richiamo verso Mosca, soprattutto in tempi di crisi economica, si fa sentire. E, allargando lo sguardo a tutta l’Ucraina orientale, la cosa non cambia di molto.

Il 90% dei suoi abitanti parlano russo, e solo il 30% conosce unicamente l’ucraino. In più, in città chiave come Donetsk, dove ci sono industrie pesanti che rappresentano il motore dell’economia ucraina, il sentimento filo-russo (così come la presenza di cittadini russi) è molto forte.

Altra, invece, è la lettura che danno i media. In un ampio servizio de Il Velino, il prof. Vittorio Strada offre una lettura della crisi. Già direttore d ell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca e professore all’Università di Venezia, aveva già espresso il suo punto di vista nel suo ultimo libro, edito da Marsilio con il titolo Europe. La Russia come frontiera (pagine 110, euro 14). Proponiamo anche la lettura di questa visione di geopolitica”. http://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/ucraina-crimea-putin-indipendenza-guerra/.

“Uno scontro così diretto, militare e sanguinoso l’Europa non lo vedeva da decenni…. Recentemente, di ritorno dal suo viaggio in Corea del Sud, il Pontefice ha parlato di Terza guerra mondiale dandone anche una possibile definizione: un guerra spezzettata su vari fronti. Due, in effetti, sono i fronti dove ora si sta combattendo: quello mediterraneo-meridionale, dalla Libia alla Siria fino all’Iraq, e quello dell’Ucraina”.

 

Europa presa alla sprovvista

E poi, ancora: “L’Ucraina è essenziale per la politica di potenza che Vladimir Putin vuole sviluppare… Storicamente parlando, è l’ultimo Stato nazionale europeo. L’Ucraina è anche il più grande Stato europeo dopo la Russia, ma gli occidentali non hanno mai pensato potesse diventare uno snodo cruciale, quindi sono stati colti alla sprovvista per una serie di ragioni…”

 

Dentro e fuori da un impero

“Prima di tutto non hanno mai pensato all’Ucraina come Stato con una sua autonomia, con i suoi problemi e con un suo diritto di indipendenza… L’Ucraina ha iniziato il suo movimento di indipendenza addirittura due secoli fa. Non è una “nazione inventata” a tavolino poche settimane, mesi o anni fa oppure nata dopo il crollo dell’Unione Sovietica. L’Ucraina, come nazione indipendente, ha iniziato a avanzare le sue richieste non dall’Unione Sovietica ma dall’Impero Russia. Non dimentichiamoci mai che la Russia è stata un impero, del quale a suo tempo facevano parte anche gli Stati baltici e la Polonia. Dentro l’Impero, all’inizio dell’Ottocento, l’Ucraina ha iniziato a sviluppare il suo movimento”.

 

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1 Comment

  1. se pensiamo che il cuore della Russia ortodossa era a Kiev, come possiamo pensare che non sia legata all’Ucraina… l’America se ne stia fuori, gli Ucraini da soli devono trovare la strada, che molto probabilmente sarà un doppio referendum, la parte est più filorussa, e la parte ovest, più legata all’impero austroungarico, alla fine probabilmente si divideranno e stabiliranno reciproci trattati per chi vi abita, ma avranno l’autonomia di fare alleanze e avere rapporti privilegiati con chi credono…
    Non si metta in mezzo nè l’America, nè l’Europa, se non per caldeggiare la pacificazione che sarà possibile solo con i rispettivi referendum… e sempre nel rispetto dei popoli.

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