TUTTI CHE IMPONGONO, NESSUNO CHE ASCOLTA E AIUTA

di GIANNI SIMONATO

Sto girando l’Italia tra imprenditori, professionisti, impiegati e operai. In giro tira aria pesante. I pensieri negativi affollano la mente di molti di loro. Li sento parlare, li ascolto, hanno un disperato bisogno di sfogarsi con qualcuno che li stia ad ascoltare. Questo è il problema, c’è qualcuno disposto ad ascoltarti? La nostra Italia imprenditoriale si è trasformata in una sorta di dialogo tra il comandante Schettino e il Capitano De Falco: vada a bordo cazzo! Piovono ordini da tutte le parti, leggi che inaspriscono la pressione fiscale, misure restrittive sul credito, controlli della Guardia di Finanza e intimazioni ad adempiere da parte di Equitalia. Ma c’è qualcuno che oltre a comandare ti ascolta? Forse la mia deformazione professionale mi fa vedere il problema più grande di quello che è, ma a giudicare dalla quantità di persone che ascolto purtroppo credo che la realtà sia questa. E l’ascolto non è mai sufficiente, anzi! Quando la crisi si fa pesante entra in crisi il cosiddetto gioco interno, o “inner game”, come lo chiamano gli americani che per primi capirono quanto importante fosse il sistema di pensiero interno nell’affrontare qualsiasi evento. Il gioco interiore nei momenti di crisi ti fa dire: non ce la faccio, non vedo vie d’uscita, non vedo futuro. Sono tutte affermazioni depotenzianti, che sono classificabili come convinzioni limitanti. Quando questi diventano i pensieri dominanti occorre agire in fretta. Per prima cosa occorre attivare l’ascolto, rendersi attivi nell’accogliere chi ti sta chiedendo aiuto. E molte volte è già difficile che qualcuno dichiari di aver bisogno di aiuto. Molti si chiudono in uno stato paralizzante quasi fosse una vergogna parlare delle proprie difficoltà. E li capisco. Le organizzazioni imprenditoriali, i sindacati, i partiti, i gruppi religiosi e chiunque abbia finalità sociali farebbe bene ad attivarsi con dei centri di ascolto, perché la prima cura è prendersi cura degli altri. L’indifferenza non è mai una buona medicina e può portare a volte a gesti estremi. Ma l’ascolto da solo non basta, occorre intervenire sul “sistema di rappresentazioni interne” di queste persone, per creare con loro un ponte di possibilità. Il mondo viene visto chiuso, vivono una situazione di costrizione, un muro invalicabile che non lascia spazio a nuove prospettive. E qui entra in gioco la figura professionale dell’allenatore, o del coach, che ha il compito di cambiare le rappresentazioni mentali costruendo un nuovo livello di pensiero che presenti delle scelte. Più abbiamo scelte nella vita e più la nostra vita sarà felice, avrà delle prospettive. La crisi, al contrario, fa vivere a queste persone un mondo che diventa sempre più piccolo, dove non ci sono scelte e non ci sono speranze.

Poi occorre l’accompagnamento lungo il percorso di nuove iniziative. Niente è facile in questa vita, almeno per chi ha assaggiato le difficoltà della vita. In questa fase è importante riuscire a tracciare una direzione con le persone, stabilire un percorso e offrire sostegno.  Il sostegno sincero, leale, onesto genera un clima di fiducia che fa percepire gli ostacoli come normali intralci nel cammino, superabili con impegno, dedizione, coerenza con i propri valori .

E questo è un ulteriore punto sul quale occorre lavorare per portare le persone fuori dai confine angusti del pensiero negativo. I valori sono delle leve dotate di una forza spaventosa. Per valori intendo ciò in cui si crede, per i quali si è disposti a combattere e fare sacrifici. La crisi ci fa ripensare i nostri valori, ci riporta in una dimensione più consapevole sull’importanza delle cose che contano di più per ciascuno di noi in questo mondo. Percepisco, parlando con queste persone, che soffrono di una crisi di valori, sembrano quasi smarrite perchè hanno perso la bussola nel cammino della vita. Se non si interviene sul gioco interiore delle persone a poco serviranno i proclami della politica, sia che ci sia Berlusconi o Monti, Bersani o Vendola. Occorre far ripartire la fiducia per far ripartire l’economia. Coraggio, ce l’abbiamo fatta tante volte e abbiamo mostrato la grandezza del nostro cuore, apprezzato nel mondo. Voglio sperare che quella volta non sia stata l’ultima, anzi, da italiano, ne sono sicuro.

www.giannisimonato.com

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