Tutti al freddo. Ma i costi in bolletta sono tutti dovuti?

A livello nazionale, la quota di famiglie che dichiara di non potersi permettere di riscaldare adeguatamente la casa è dell’8,1% (dato Eu -Silc relativo al 2021) in calo rispetto al pre-pandemia, ma comunque sopra il 6,6% di media europea.

Per definire un quadro a livello territoriale, l’osservatorio ha incrociato i dati delle dichiarazioni dei redditi raccolti dal ministero dell’Economia e delle Finanze relativi al 2020 con la ripartizione dei Comuni in zone climatiche sulla base dei gradi giorno (ovvero, secondo il Dpr 412/1993, la differenza tra la temperatura ambiente degli interni e quella media esterna giorno per giorno nei periodi in cui è consentito accendere il riscaldamento).

In Lombardia, sono 1482 su 1504 i Comuni che si trovano nelle due fasce climatiche più fredde (E ed F). Tra questi, in media, il 24% dei contribuenti nel 2020 ha dichiarato redditi inferiori ai 10mila euro, con punte del 30% e 29% rispettivamente a Como e Sondrio (Bergamo e Brescia sono poco al di sopra del 25%, Lecco al 23%). I comuni più esposti alle temperature più basse (in fascia F) sono 187, concentrati tra Bergamo (47), Brescia (39), Sondrio (55), più alcuni decine tra Como, Lecco, Pavia e Varese. In media, il 34,15% dei contribuenti in questi 187 comuni ha dichiarato redditi sotto i 10mila euro (a livello nazionale, il dato è di 4 su 10): 30,50% nella provincia di Bergamo, 28,7% in quella di Brescia, 28,8% a Sondrio, 43,3% a Como, 28,3% a Lecco, 35,49% a Pavia, 43,88% a Varese.

Ma i costi indicati in bolletta sono tutti dovuti?

Il Codacons scrive alla Regione perchè sia sviluppato un piano di emergenza che consideri anche la verifica della legittimità dei costi applicati in bolletta.

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