Trieste derubata di un miliardo e mezzo di euro. L’Italia non riconosce il TLT

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Da 60 anni l’Italia tartassa la Zona A del Territorio Libero di Trieste con il proprio medioevale sistema di imposizione fiscale pur non avendo su di essa alcuna sovranità.

L’Allegato X° del Trattato di Pace stabilisce che il Territorio Libero (e i suoi cittadini) è esente dal pagamento del debito pubblico italiano. Le tasse italiane nel Territorio Libero non possono essere imposte. Il Territorio Libero di Trieste con il suo Porto Internazionale è un’enclave con status giuridico speciale inserita in Europa.
Ma l’Italia non riconosce la validità del Trattato di Pace del 1947 nella parte relativa a Trieste e al suo “super porto”. I triestini si trovano così ad essere strangolati da un esattore illegittimo che nel nome di uno Stato occupante preleva loro forzosamente ogni bene, fino a ridurli in miseria. E se si appellano ai loro diritti scatta inesorabile la repressione da parte della giustizia italiana con ulteriori punizioni garantite ed eseguite dall’apparato militare italiano: cittadini disarmati e indifesi schiacciati dalle forze armate e di polizia degli occupanti.
Ogni anno Trieste si vede così sottrarre almeno 1,5 miliardi di Euro, tra tasse e imposte estorte ai cittadini e alle imprese dal fisco italiano. Ai quali si devono sommare i soldi che lo Stato italiano depreda al Porto Libero di Trieste dopo esserselo di fatto annesso. Svariati miliardi di Euro in libera uscita verso Roma. A danno anche dell’intera comunità internazionale a cui il l’Italia ha tolto l’uso del più strategico porto del Mediterraneo. Danni erariali che producono i loro effetti devastanti sull’economia locale. Diecimila posti di lavoro persi in tre anni. Cinquantamila negli ultimi 40. Nel lento e inesorabile declino che l’Italia delle corruttele ha deciso per la storica nemica Trieste dopo averla “italianizzata”.
Per capire come funzionano i tribunali speciali italiani nel TLT, quelli che assicurano questa illegalità di stampo mafioso-n’dranghetista-camorrista, basta leggersi i motivi con cui l’avvocato Sergio Orzan di Gorizia (vedi sotto), legale della famigerata Equitalia, chiede ed ottiene il rigetto dell’eccezione sul difetto di giurisdizione da parte dei giudici italiani in uno dei ricorsi instaurati dai cittadini del Territorio Libero. La Commissione Tributaria di Trieste nel ricorso in questione ha pure condannato il ricorrente al pagamento di 2.500 Euro per “lite temeraria” dichiarando il “carattere pretestuoso” dell’eccezione di giurisdizione… I giudici italiani che operano a Trieste non gradiscono infatti che gli venga ricordato che sono “fuorilegge”… veri predoni  del diritto internazionale che si nascondono dietro all’impunità garantita loro dalla Repubblica Italiana… Ma per quanto?
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