Trieste, nutrito corteo contro il malgoverno italiano

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Domenica 3 marzo duemila triestini in corteo hanno sfilato per le vie di Trieste per richiedere il rispetto dei loro diritti di cittadini del Territorio Libero. La domenica precedente cinquecento triestini avevano già disconosciuto la validità delle elezioni italiane, tenute a Trieste in violazione del trattato di pace del 1947, presentando la denuncia direttamente ai seggi elettorali.

Cinquecento patrioti triestini hanno sfidato senza timore lo Stato occupante dichiarando davanti ai pubblici ufficiali della Repubblica Italiana che quelle elezioni erano illegali.
Sono segnali importanti di una terra che si sta risvegliando dopo sessant’anni di malversazione degli amministratori temporanei italiani. Amministratori che ancora oggi si nascondono dietro alle parole e alle mistificazioni della storia e del diritto. Amministratori  che hanno imposto – occupando militarmente Trieste ed il suo porto internazionale – una propria sovranità di fatto privando dei loro diritti i triestini, sottoponendoli al pagamento del debito pubblico italiano (fatto categoricamente vietato dal trattato di pace in base al quale Trieste è una Free Zone defiscalizzata), e demolendo le preziose zone franche. Trieste, stufa dell’abbraccio mortale della matrigna Italia, guarda ora alla sua madre naturale: Vienna.
di Roberto Giurastante
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