Tragedia Pioltello: in 10 a processo a ottobre per il deragliamento del treno

Il gup di Milano Anna Magelli ha deciso per il processo nei confronti di dieci persone tra cui Maurizio Gentile, ex ad di Rfi, imputate per il disastro ferroviario del 25 gennaio 2018 a PIOLTELLO, alle porte di Milano, in cui morirono 3 persone e un centinaio rimasero ferite. Respinto perché ritenuto troppo basso un patteggiamento. Il processo inizierà il prossimo 12 ottobre.

In particolare, il giudice ha respinto l’istanza di patteggiamento per Ernesto Salvatore, all’epoca responsabile del Nucleo Manutentivo Lavori di Treviglio di Rete Ferroviaria Italiana, che aveva chiesto di patteggiare a tre anni e mezzo di carcere. Richiesta rigettata perche’ la pena proposta e’ troppo bassa. Oltre, poi, a Gentile e alla stessa Rfi, imputata sulla base delle legge sulla responsabilita’ amministrativa degli enti, sono state mandate a processo anche altre 7 persone tra dirigenti, dipendenti e tecnici di Rfi: Andrea Guerini, in qualita’ di responsabile della Linea Sud della Direzione Territoriale Produzione (DTP) di Milano, Marco Albanesi, in qualita’ di Responsabile dell’Unita’ di Brescia, Vincenzo Macello, in qualita’ di Direttore della Direzione Territoriale Produzione (DTP) di Milano, Moreno Bucciantini, allora capo reparto Programmazione e Controllo dell’Unita’ Territoriale Linee Sud di Rfi, Ivo Rebai, in qualita’ di Professional Senior responsabile della Struttura Operativa Ingegneria della Direzione Territoriale Produzione (DTP), Umberto Lebruto, in qualita’ di Direttore della Direzione Produzione di Rfi e Marco Gallini, in qualita’ di Dirigente della struttura Organizzativa di Rete Ferroviaria Italiana. Gli imputati sono accusati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazione delle normative sulla sicurezza. Per la Procura, quello di Pioltello fu un disastro ferroviario causato da una lunga serie di “omissioni” nella “manutenzione” e nella “sicurezza”, messe in atto, per i pm, solo per risparmiare. Una maxi relazione dei consulenti della Procura aveva stabilito, infatti, che l’incidente fu causato dall’ormai noto “spezzone di rotaia” di 23 centimetri che si fratturo’ nel cosiddetto ‘punto zero’ per “un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione”.

 

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