Tosi strappa. Delenda Carthago, ma tra lui e Salvini chi è più romano?

di REDAZIONEflavio-tosi

Il dado è quasi tratto. D’altra parte il veto forse che ha determinato il suo Delenda Carthago è stato il no di Salvini alla presenza della sua lista civica in appoggio a Zaia. Era l’unico appiglio, ormai, per restare dentro. E così, l’anticipatore di Salvini, l’uomo che aveva voluto aprire al territorio nazionale, precorrendo la discesa della Lega al Sud, lui che aveva creato la politica delle grandi liste civiche, che piacevano a Maroni, che si diceva tosiano a chi gli chiedesse se Tosi fosse maroniano, il sindaco che aveva sfidato Bossi, che aveva conquistato la Liga Veneta, che faceva asse con Salvini nella tattica spartitoria della politica, a me il centrodestra, a te il partito, ora è pronto a traslocare. O Salvini o Tosi. Entrambe pronti a sacrificare Zaia, perché questa è la verità. Tosi, si libererebbe del rivale che lo ha sorpassato già anni fa nella corsa al governo della Regione. Salvini continuerebbe nella politica dei duri e puri dalle Alpi alle Piramidi. Pronti a tutto. Cambia il profilo del centrodestra in questa sfida da delenda Carthago a tutti i costi.

Tosi e Maroni avevano sventolato la bandiera del rinnovamento, ma a dire il vero il più coraggioso nel credere di dover rompere le acque del leghismo pontidesco è sempre stato Tosi. Fu il primo a credere in una svolta italiana, e a organizzarsi prendendo la rincorsa già dai primi convivi nell’0ttobre scorso a Verona, quando illustrò i suoi fari, Era il 26 ottobre 2014, ora i tempi sono maturi per andare oltre, mentre la base organizzativa è da tempo che brulica cercando e sondando tra leghisti, tra ex e tra nuovi fedeli del centrodestra tosiano.

Già era stato detto come si doveva procedere: accordo locale eventualmente con la Lega, il più forte sceglieva il sindaco. Ma senza l’ingombro delle bandiere dei lepeniani o dei postfascisti di Casa Pound, Le Pen. Il 28 ottobre al Palazzo della Gran Guardia a Verona arrivò anche Corrado Passera.

Prima ancora, il 6 ottobre 2013 al Palabam di Mantova, Tosi presentò la sua Fondazione, lanciando le primarie del centrodestra. Allora era l’unico a pensarci e a guardare un poco lontano. Salvini ora preferisce la corsa solitaria, Flavio le cordate. Mentre si sta consumando il paradosso di una scissione tra Tosi e la nuova Lega, la Lombardia quanto fiato avrà per arrivare a fine legislatura?

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