TOSI: NON SONO UN TRADITORE DELLA PADANIA. GUARDA IL VIDEO

di REDAZIONE

Flavio Tosi non si sente un traditore della Padania. «Sono in Lega da più di 20 anni – replica parlando a ‘La telefonata di Belpietrò – sono uno dei più vecchi del Carroccio». Le critiche di alcuni ambienti leghisti nei suoi confronti fanno parte delle tensioni interne «che non c’entrano nulla con la politica: con Bossi – precisa – c’è un confronto su come chiamare la lista. Poi se si vuole valutare come chiamarla, possibilità ce ne sono tante». In vista della partita delle amministrative, il sindaco di Verona esclude qualunque spostamento di baricentro politico. «La cosa da notare è che la gran parte degli amministratori del PdL ‘uscentè – osserva – sarà comunque in lista con me». Alla domanda se con la rottura dell’alleanza con il PdL la Lega rischi di perdere molti dei comuni che amministrava, Tosi ammette: «è una partita non facile. Però dove hai, come Verona, il sindaco uscente – afferma – hai comunque un vantaggio competitivo rispetto agli altri». Il sindaco di Verona non si dimostra particolarmente preoccupato dai rischi del Carroccio di caduta del consenso popolare. «C’è stato un momento critico nell’ultimo anno di governo Berlusconi – sottolinea – adesso siamo in recupero perchè stiamo parlando delle nostre battaglie di sempre». Non aiuterà la Lega neppure l’affare Boni: «uelli sono fatti che non incidono positivamente – risponde – Ma se uno va a guardare il quadro accusatorio vede che è molto confuso». Nonostante ciò, per Tosi, Boni farebbe onore dimettersi «perchè oggi la Lega potrebbe essere strumentalmente attaccata per questo». «Sarebbe un gesto da gran signore e il linea con la sua figura. Capitasse a me lo farei», conclude.

«Spero che su Verona si trovi la quadra, come dice Bossi, l’obiettivo comunque è quello di portare a casa il Comune». Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia, sulla querelle tra il candidato sindaco di Verona Flavio Tosi e il leader della Lega Umberto Bossi sulla cosiddetta «Lista Tosi» per il capoluogo scaligero. «La partita della lista con il nome del candidato – ha detto Zaia – è sempre stata vietata ne sono un esempio perchè nel 2002 la lista Zaia per la Provincia (rpt,Provincia) è diventata ‘Forza Marca’». «Ad oggi – ha rilevato – secondo i nostri regolamenti il candidato può fare delle liste civiche e ovviamente la lista Lega». Sulle fibrillazioni in casa del Carroccio dovute all’attuale fase politica, Zaia ha aggiunto che «nella Lega c’è un dibattito dovuto alle tante anime che la compongono, dalle tante estrazioni sociali e culturali che ci sono nel movimento è la prova provata che c’è democrazia».

Flavio Tosi «per la Lega è una risorsa, non un problema», è «il sindaco più amato d’Italia, e di conseguenza è anche il più amato della Padania». Lo dice in una intervista alla Stampa l’eurodeputato del Carroccio, Matteo Salvini, secondo il quale «attaccarlo è inutile» perchè «vincerà e vincerà ottenendo un grande risultato». «Se dentro la Lega – aggiunge – c’è qualcuno, e questo qualcuno non è certo Umberto Bossi, che perde e fa perdere tempo a tutti prendendosela con Tosi e con chi amministra bene mi spiace, però sappia che è un problema suo». Quanto alla querelle sulla lista con il nome di Tosi alle amministrative, per Salvini «se il problema è metter ein cognome del candidato, cosa che peraltro è già stata fatta a Verona con Tosi, ottenendo ottimi risultati» si può cercare «una soluzione alternativa» con una lista che «non faccia esplicito riferimento al cognome del candidato sindaco». Certo però «è strano che nella Lega ci si metta a dibattere di nomi, cognomi, aggettivi e avverbi». «Dovremmo – aggiunge – occuparci più dei furti del governo Monti che dei cognomi». Tosi, conclude, «è una persona intelligente e troverà sicuramente un accordo con il segretario federale».

«Con l’attuale sistema elettorale, soprattutto per i piccoli comuni, non andare in alleanza porta dei rischi però è un prezzo da pagare sul fronte della coerenza politica. Se noi diamo un giudizio negativo al governo Monti, come facciamo a stare con il Pdl che è uno dei maggiori sostenitori di Monti?». Lo ha detto il senatore della Lega, Roberto Castelli, parlando delle amministrative a Tgcom24. «Siamo sempre più forza di opposizione – è stata la considerazione di Castelli – e sempre più soli. C’è stato un decreto ‘salva Italià ma ora ci accorgiamo che invece non si sta salvando nulla. Noi cerchiamo di raccontare la realtà dei fatti a scapito di un martellamento mediatico ben distante dalla realtà». Di qui la scelta «di coerenza» di andare da soli. Per quanto riguarda Verona, poi, Castelli ha sottolineato: «Tosi può andare tranquillamente da solo con la sua lista ed è in grado anche di vincere. C’è solo un problema di tipo regolamentare». «Comunque – ha concluso – penso che tutto alla fine si risolverà. Vediamo se l’elettorato ci premierà per la coerenza o se, al contrario, ci punirà. Il passaggio fondamentale per la Lega arriverà il prossimo anno».

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