Tosi convoca il direttivo: nuove purghe in vista?

di REDAZIONE

Non c’è pace in Veneto per la Lega Nord governata da Flavio Tosi. Ieri le dimissioni del segretario provinciale di Vicenza Mariarita Busetti, oggi la convocazione urgente del direttivo regionale, fissato sabato prossimo alle ore 9 a Padova. All’ordine del giorno, l’analisi del voto delle ultime elezioni e i provvedimenti conseguenti. La fretta con cui è stata indetta la riunione farebbe pensare a una sorta di ripicca del responsabile del Carroccio, dopo la rinuncia alla guida del capoluogo berico da parte della fedelissima Busetti, sfiduciata da 2 membri della sua stessa maggioranza (7 a 9 l’esito della votazione che l’ha praticamente fatta cadere).

Una sorta di risposta alla controparte lealista che, un po’ alla volta, circoscrizione dopo circoscrizione, sta ribaltando il peso del consenso di cui godeva il sindaco veronese, eletto al congresso nell’estate scorsa con il 57% dei voti. Ora lo spettro della minoranza aleggia anche tra le sue falangi e c’è chi legge ‘i provvedimenti conseguenti’, inseriti all’ordine del giorno, come una reazione al disagio che Tosi starebbe vivendo in Veneto.

D’altronde, la visita della settimana scorsa di Roberto Maroni al governatore Luca Zaia senza la consueta presenza veronese, la richiesta di abbassare le armi e lavorare tutti insieme per rafforzare la Lega, farebbero pensare a un allontanamento del federale dal suo delfino, preso com’è dalla formazione del nuovo governo lombardo (con tanto di diretta streaming oggi pomeriggio dal Pirellone per la presentazione della giunta).

Non bastano quindi le rassicurazioni che più volte Maroni ha elargito per tranquillizzare Tosi che reagisce minacciando d’inasprire i toni della querelle veneta. A innervosire il sindaco scaligero ci sarebbero, oltre alle levate di scudi contro la sua gestione del partito, anche le voci che arrivano da Milano e che descrivono un rapporto incrinato con il vertice leghista per l’incapacità di gestire le tensioni interne al movimento. Tensioni destinate a deflagrare nella resa dei conti finale se il consiglio di sabato si tramutasse in un tribunale. Ciò che la controparte teme sono i commissariamenti di alcune sezioni provinciali, oltre all’atto dovuto di Vicenza dove si vocifera potrebbe arrivare il tosiano di ferro Maurizio Conte. E si fa il nome di Venezia, dove gli ormai ex deputati Corrado Callegari e Gianluca Forcolini, già richiamati all’ordine dalla mail di qualche settimana fa, più volte hanno dichiarato il loro dissenso, e la stessa Treviso, rea di aver fatto riallineare alle posizioni zaiane il segretario Giorgio Granello, fino a poco tempo fa luogotenente di Tosi.

FONTE ORIGINALE: http://www.nordesteuropa.it
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