GRATITUDINE A BOSSI, MA A JESOLO RIPARTA L’INDIPENDENTISMO

di EMILIANO BAGGIANI*

Essendo un leghista della prima ora, secessionista ed anti-meridionalista, a cui i leghisti destrorsi ed ammantati di tricolore hanno dato ad un certo punto, proprio per queste ragioni, il benservito da segretario provinciale, non posso non commentare – inevitabilmente – le dimissioni di Umberto Bossi da Segretario Federale . Per me Bossi era come un padre putativo, e in queste ore la mia arrabbiatura nei confronti di quei giuda (politici) che portano i “nickname” di “Bobo” e “Cald” (che sembra però non raccoglieranno alcun dividendo politico) è massima .

La malattia di Bossi ha rappresentato uno spartiacque: nel 2004 colpito da un ictus, il senatur rimane per mesi in coma. Successivamente la riabilitazione è stata difficoltosa , e non completa, e proprio in quel momento iniziano ad imperversare personaggi strani che blandiscono il capo del Nord strumentalizzando la sua debolezza fisica. Pagliarini qualche giorno fa, a riguardo, ha adoperato una efficace metafora definendo Bossi come un malato portato a giro “come la Madonna pellegrina”.

E a fronte della dura lotta nei confronti dell’italia (appoggiata dagli equilibri internazionali, dal Vaticano, dalla Nato) si impongono persone che invece hanno in mente , piuttosto dell’ideale bossiano volto ad abbattere questa entità bastarda, solo il guadagno, il potere e l’affermazione personale: in una parola Roma. L’entrata in massa di estremisti di destra, poi, ha tramutato definitivamente un movimento etno-localista come la Lega , in un semplice raccoglitore di voti xenofobi e protofascistoide che snaturava l’intento originario del movimento nordista . Che forse, diciamocela tutta, pendeva più verso la sinistra popolare e autentica (anche se la sinistra istituzionale ha fatto finta di non capire) che verso la destra stupidamente nazionalista e storicamente ostile all’indipendentismo.

Non me ne vogliano i superpuristi dell’indipendentismo: ma sarò sempre grato a Bossi per la sua idea di unire tutti i movimenti autonomisti del Nord, compresa la Toscana , in un unico organismo . Sarò sempre grato a Bossi solo per aver osato di parlare di “secessione”. Sarò sempre grato a Bossi di aver fatto capire alle masse quanto sia posticcia e vergognosa l’unità d’italia, la quale ha legato dei territori del nord ad altri del sud senza nessun collegamento culturale ne etnico. E ancora: sarò sempre grato a Bossi di averci fatto capire che il problema di questo Paese è la zavorra meridionale, e romana, che drena, mortalmente, le risorse della parte migliore, più dinamica e più produttiva .

Ma forse non è finito il sogno del “primo” Bossi : Il 27 e il 28 saremo a Jesolo, alla Convention automista, assieme all’ associazione che presiedo (“Centro Studi Indipendentisti Toscani”) e agli altri fratelli del nord, per rilanciare il progetto autonomista ed indipendentista anche in Toscana, meraviglioso avampaese , nella penisola , dell’Europa mitteleuropea.

 

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